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Pescara, 20/04/2026
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11/07/2010
Il Centro
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La manovra e i tagli ai trasporti - Tagli, le Regioni chiamano Napolitano. Dopo la rottura col governo: restituiamo le deleghe, impossibile andare avanti (Guarda la tabella) |
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L'appello di Bersani: «Spiegate ai cittadini che cosa succederà» ROMA. Contro la manovra le Regioni confermano che restituiranno le deleghe e si rivolgono a Napolitano. Bersani (Pd) chiede ai governatori: spiegate ai cittadini le conseguenze dei tagli. Mentre proseguono le proteste contro la manovra - il 26 scioperano anche i diplomatici contro lo «smantellamento» della Farnesina - i governatori non vogliono perdere la partita con Tremonti. Ieri Vasco Errani, presidente delle Regioni, ha informato Napolitano sulle ragioni della protesta e perché intendono restituire allo Stato le deleghe per funzioni che non sono più in grado di esercitare. Preoccupati per le ricadute sul territorio (trasporti, servizi sociali, incentivi alle imprese) i governatori si riuniranno mercoledì mentre la manovra sarà sottoposta al vaglio del Senato. «Fermi restando i saldi - spiega Errani - che non abbiamo mai voluto porre in discussione, continuiamo a ritenere possibili un riequilibrio dei tagli previsti tra i diversi livelli istituzionali della Repubblica. Abbiamo semplicemente chiesto di rendere la manovra finanziariamente sostenibile in primo luogo per i servizi ai cittadini e per le imprese». E il governatore della Lombardia Formigoni conferma che la strada è quella della restituzione delle deleghe: «La legge Bassanini prevede di attribuirci deleghe e fondi, se i fondi vengono meno cadono anche le deleghe». Una crepa si apre nel muro sino ad ora compatto dei presidenti: i governatori leghisti del Piemonte e del Veneto, Cota e Zaia, non vogliono seguire i colleghi sulla strada della restituzione delle deleghe. Errani si limita però ad osservre che tutti i documenti sono stati votati all'unanimità, mentre Formigoni svela che la trattativa è fallita per «i no del ministero del Tesoro». E a Tremonti che chiede una legge per restituire le deleghe replica: «Benissimo, allora convochi subito la conferenza e concordiamo una riga da aggiungere come emendamento alla manovra». L'Anci invece, pur giudicando «negativa» la manovra, ha trovato un accordo con Tremonti. Il presidente Chiamparino spiega che l'intesa prevede che entro il 31 luglio venga presentato il decreto per vedere se si creano le condizioni per cambiare il provvedimento. Una mossa, quella di Chiamparino e Castiglione (Province), criticata dal resposabile pubblica amministrazione del Pd Giovannelli che chiede «argomenti più solidi» per giustificare un «fatto politico gravissimo» come l'accordo da loro stipulato che si accontenta «di un ipotetico pagherò». A fianco delle Regioni scende in campo il segretario del Pd Bersani. «Se si abbassa di 14 miliardi di euro la soglia della finanza locale - afferma - o sono 14 miliardi in meno di servizi o 14 miliardi in più di tasse». Dunque le Regioni farebbero bene «a spiegare ai cittadini di cosa si sta parlndo» a partire dai tagli «ai trasporti pubblici locali, agli interventi per le piccole imprese, ai servizi sociali, alla non autosufficienza».
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