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Pescara, 20/04/2026
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Data: 11/07/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
La manovra e i tagli ai trasporti - I tagli del Governo allarmano Chiodi. Il Pd presenta un piano salva-Abruzzo. IdV: «Il governatore non può solo prendere le distanze da Berlusconi» (Guarda la tabella)

PESCARA - La preoccupazione del governatore Gianni Chiodi è palapabile: il Governo non torna indietro, i tagli della manovra restano, la Regione sarà costretta a ridurre servizi, trasporti pubblici locali in primis, e politiche di sostegno alle imprese. Un conto pesante da pagare per i cittadini.
Alfonso Mascitelli, senatore e coordinatore regionale dell'IdV, non fa sconti a Chiodi: «Le misure della manovra finanziaria sui criteri di ripartizione tra le Regioni degli otto miliardi di euro di tagli finiranno per penalizzare ulteriormente la nostra regione se non si interviene da subito con una seria politica di riforme radicali ed interventi di sistema. Chiodi, dopo aver sostenuto la politica dissennata di Berlusconi, non può limitarsi soltanto a prenderne le distanze e ad annunciare la cruda realtà di drastici tagli, ha il dovere e la responsabilità di dirci quali siano e in quanto tempo siano realizzabili le sue proposte per affrontare il federalismo alla rovescia messo in atto da Roma ai danni dell'Abruzzo».
E il Pd regionale, con il suo segretario Silvio Paolucci e i massimi dirigenti, presenta un piano economico per il rilancio dell'Abruzzo: «Innanzitutto, tagliare le aliquote fiscali. Nel 2010 il deficit sanitario tornerà in pareggio, e attualmente le addizionali su stipendi e imprese producono 150 milioni di euro di entrate, di cui 98 vanno all'ammortamento delle cartolarizzazioni. Chiediamo di abbattere l'addizionale Irap (imprese) per 52 milioni a tutto il 2010, attraverso l'impiego dei fondi Par Fas. Mossa che consentirebbe alle attività produttive di riprendere fiato e che, con altre iniziative di sostegno all'occupazione, porterebbe ad un incremento di 4.500 posti di lavoro ogni anno. Secondo punto: il grosso dei fondi Par Fas va utilizzato per investire sui settori produttivi in grado di crescere. Le scelte vanno compiute oggi, non c'è tempo da perdere. I settori su cui investire, e sulla cui scelta c'è intesa con associazioni di categoria e sindacati, sono sei: "Made in Italy", ovvero l'industria manifatturiera dalla forte spina dorsale di piccole e medie imprese che chiedono aiuto; automotive, cuore produttivo dell'Abruzzo metalmeccanico che oggi dà lavoro a 30mila persone; edilizia sostenibile, le costruzioni oggi occupano il 10% della forza lavoro; turismo, per migliorare la competitività delle imprese, tutelare i beni ambientali e far crescere l'appeal dell'Abruzzo; mobilità, vitale per la qualità della vita e sul quale stanno per abbattersi tagli governativi per 114 milioni in due anni; polo elettronico, per rifondare un'industria decisiva per l'Abruzzo interno».

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