«Berlusconi ha voluto Sica assessore per amicizia personale, ora lo faccia dimettere»
NAPOLI. L'occasione era troppo ghiotta per non far sentire ai nemici interni del Pdl il rumore delle sue parole. Italo Bocchino non ha così perso tempo e ieri ha chiesto senza mezzi termini le dimissioni dell'assessore regionale campano Ernesto Sica. Una posizione netta quella presa dall'ex vice capogruppo del Pdl alla Camera all'indomani della lettura delle 60 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare nei confronti del 78 enne imprenditore Flavio Carboni. Pagine in cui i magistrati ipotizzano un complotto contro l'attuale governatore della Campania Stefano Caldoro ordito da un sodalizio criminale al quale non sarebbe estraneo l'assessore campano.
Per Bocchino quelle pagine dell'ordinanza sono «inquietanti, al di là di eventuali aspetti penali di competenza della magistratura». Per il deputato finiano «il Pdl deve riflettere sullo spaccato che emerge e sarebbero opportune le immediate dimissioni dell'assessore regionale campano Ernesto Sica, che lavorava a costruire dossier contro l'adamantino Caldoro per conto di Cosentino e Carboni».
Il deputato finiano chiama in causa il premier. «Berlusconi, che l'ha voluto assessore per motivi di amicizia personale, deve chiedergli immediate dimissioni, così come è opportuno un passo indietro da parte di Cosentino, anche lui attivo nell'operazione di distruzione dell'immagine dell'attuale governatore».
Secondo quanto ricostruito dai magistrati, negli ultimi mesi del 2009 e l'inizio di quest'anno Flavio Carboni, il politico irpino Pasquale Lombardi e l'ex assessore (negli anni ?90) al Comune di Napoli Arcangelo Martino, tutti arrestati nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti eolici, si adoperarono per la candidatura di Nicola Cosentino in Campania. Quando arrivò il provvedimento di custodia cautelare nei confronti del sottosegretario, i tre avrebbero cercato di favorire l'accoglimento del ricorso contro l'arresto grazie al rapporto tra Lombardi e il presidente della Corte di Cassazione per rilanciare la candidatura del sottosegretario, su cui pesano le accuse di numerosi pentiti di camorra. Rigettato il ricorso e individuato da parte del Pdl in Caldoro il candidato governatore, sarebbe partito il complotto: una intensa attività diffamatoria per screditare il nuovo candidato in modo da escluderlo dalla competizione elettorale. Attraverso siti internet e blog vengono fatte passare false notizie sul conto di Caldoro, come quella che vada a trans e che sia «il Marrazzo della Campania», fino alle accuse costruite ad arte di un pentito di camorra.
L'assessore Sica, che ha la delega all'Avvocatura ed è sindaco di Pontecagnano (Salerno) e presidente dell'aeroporto salernitano, non ha preso parte all'ultima riunione di giunta. Potrebbe dimettersi nelle prossime ore.