MILANO - Tra le Regioni non vi è nessuna rottura. Il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, prova così a ricompattare il fronte anti-manovra che nelle ultime ore ha mostrato qualche crepa. I governatori leghisti Roberto Cota e Luca Zaia hanno confermato infatti il loro no alla restituzione delle deleghe allo Stato, accentuando così la distanza dalla battaglia degli altri governatori contro Giulio Tremonti. «La posizione sulla manovra è compatta - fa però sapere da parte sua Errani -: così com'è è insostenibile e quindi lancio ancora un appello al premier e al governo perché cambino i pesi della manovra sulle Regioni» ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni intervistato da Sky Tg 24. «Si ascoltino le nostre buone ragioni e si evitino conflitti istituzionali di cui il paese non ha alcun bisogno in un momento decisivo per i conti pubblici e per il federalismo fiscale» ha aggiunto.
FORMIGONI - «Leggo sui giornali - ha poi specificato Errani - di ipotesi di riduzioni dei tagli alle Regioni di cui parlano alcuni ministri: se c'è sostanza divengano proposte concrete e le valuteremo come sempre con grande attenzione». Una posizione sostanzialmente in linea con quella espressa da Roberto Formigoni. «Nessuno ha mai proposto alle Regioni la riduzione di un miliardo di euro dei tagli contenuti nella manovra finanziaria» ha detto il governatore lombardo replicando al leader della Lega Nord, Umberto Bossi, che sabato sera in un comizio aveva spiegato di aver raggiunto con il ministro Giulio Tremonti un accordo in questo senso. «Comunque - ha aggiunto Formigoni - se questa proposta è valida, siamo pronti a venire a Roma domani per firmarla».