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Data: 12/07/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Opere, sfida tra Mascia e D'Alfonso. L'attuale sindaco ha speso tre volte di meno del suo predecessore. D'Angelo (Pd): «Ora è tutto fermo»

Confronto tra i progetti approvati dalle due amministrazioni nel primo anno di governo.

Ma l'ex giunta versò un milione per la casa di riposo ancora chiusa e un ascensore fantasma

PESCARA. D'Alfonso batte Mascia 3 a 1. Se fosse una partita di calcio si chiuderebbe così. Ma si tratta di opere pubbliche. Sono stati messi a confronto i cantieri avviati dall'ex sindaco nel suo primo anno di attività, nel 2003, con quelli aperti dall'attuale primo cittadino.
Una ricerca certosina condotta da Camillo D'Angelo, vice sindaco nella precedente giunta di centrosinistra, ora consigliere del Pd, per dimostrare l'inerzia dell'attuale amministrazione e l'efficienza di quella passata. A suo dire, basterebbero due cifre per rendersi conto della differenza tra i due governi cittadini. L'ex sindaco Luciano D'Alfonso, dall'11 giugno del 2003 al 29 giugno del 2004, aveva avviato progetti esecutivi per 35 milioni 970mila euro. L'attuale sindaco Luigi Albore Mascia, dall'8 giugno del 2009, giorno del suo insediamento in Comune, al 30 giugno di quest'anno, ha avviato lavori per 10 milioni 570mila euro, cioè meno di un terzo del suo predecessore. Ma controllando i due elenchi si scoprono anche degli interventi, costati centinaia di migliaia di euro, per opere rimaste incompiute. Due esempi eclatanti sono nella lista della precedente giunta: la casa di riposo e un ascensore fantasma del Comune.
OPERE DI D'ALFONSO L'elenco fornito da D'Angelo riporta 38 cantieri avviati nel primo anno dell'era D'Alfonso. Si va dalla riqualificazione straordinaria di strade, marciapiedi e piazze (5 milioni 100mila euro), all'arredo di corso Umberto e piazza Salotto (2 milioni 732mila), dai lavori di manutenzione di via Arapietra e via Passo della Portella (2 milioni 300mila), alla realizzazione di un parco pubblico in via Tavo (un milione 32mila). Nella lista è stato inserito anche il contratto di quartiere per il recupero di Villa del Fuoco, stipulato dall'ex giunta Pace. D'Alfonso, invece, ha gestito gli appalti.
ASCENSORE FANTASMA Spulciando la lista degli interventi approvati tra il 2003 e il 2004, dall'ex amministrazione D'Alfonso, emergono anche delle incompiute. La prima è la casa di riposo. L'11 novembre del 2003 è stato avviato il secondo lotto dei lavori, per un importo di 495mila euro, per il restauro dell'edificio. Quell'intervento è stato successivamente contestato dalla ditta che ha vinto l'appalto per il terzo lotto, dando vita a un contenzioso ancora in corso. Sta di fatto che sono passati sette anni dall'avvio dei lavori e la casa di riposo è ancora chiusa. L'altro intervento da dimenticare è quello del nuovo ascensore del Comune. L'appalto avviato il 4 maggio del 2004 prevedeva, per una spesa di 402mila euro, l'adeguamento funzionale dei due ascensori esistenti e la la realizzazione di uno nuovo esterno accessibile ai disabili. La struttura è stata costruita e ci sono persino le pulsantiere alle pareti, ma la cabina dell'ascensore nuovo non è stata mai montata, perché è stato sbagliato il progetto.
CANTIERI DI MASCIA E' molto più contenuto l'elenco, reso noto da D'Angelo, dei progetti esecutivi e definitivi approvati dall'attuale sindaco nel primo anno di governo della città, cioè dall'8 giugno 2009 al 30 giugno scorso. Gli interventi più costosi riguardano la nuova rete fognaria in via Caravaggio-via dell'Emigrante (un milione 500mila euro), il completamento di via Tiburtina (un milione 288mila), l'ampliamento di piazza Colonna (un milione 444mila). Sono in tutto 22 opere, contro le 38 di D'Alfonso.
«LAVORI BLOCCATI» Questi dati, secondo D'Angelo, sarebbero la dimostrazione di una paralisi dei lavori per la città. «L'aspetto più sconcertante di questo anno di governo di centrodestra a guida Mascia», ha osservato l'ex vice sindaco, «è il blocco totale delle opere. Un altro dato che fa riflette e che pesa come un macigno sullo sviluppo della città è il fatto che ci sono interventi approvati e finanziati nel primo semestre 2009 con gare concluse da tempo. Si pagano gli interessi sui mutui, ma i lavori non partono».

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