«Nessun "infiltrato", solo cittadini aquilani, madri, padri, figlie e figli» aveva ribadito l'assemblea dei cittadini del presidio permanente di piazza Duomo, appena ieri, in una lettera inviata al ministro degli Interni, Roberto Maroni, in merito agli incidenti della manifestazione di Roma del 7 luglio, con la quale venivano respinte le accuse delle Forze dell'ordine su presunte provocazioni dei manifestanti e si chiedevano un'inchiesta e le dimissioni dei dirigenti «che hanno dato una versione tendenziosa dei fatti». La Digos romana, evidentemente, la pensa in maniera diversa ed è arrivata, immediata, la risposta. La Questura ha consegnato all'autorità giudiziaria una prima informativa sugli episodi avvenuti, a Roma, durante la manifestazione indetta dai "Comitati dei terremotati aquilani", contenente una ricostruzione dei fatti e, nella stessa, sono stati segnalati il promotore della manifestazione, E.M., 39 anni, per inosservanza dei provvedimenti dell'autorità di Pubblica sicurezza, in quanto l'iniziativa «si è svolta senza tenere conto delle modalità concordate», e G.C., 26 anni, antagonista romano appartenente al Centro sociale autogestito "La Strada", per i reati di violenza e resistenza a pubblico ufficiale e inosservanza dei provvedimenti dell'autorità di polizia. «C.G. - si legge nel comunicato - è stato più volte denunciato in occasione di manifestazioni non autorizzate e, da ultimo, nell'ottobre scorso, per i reati di violenza, resistenza a pubblico ufficiale e altro in occasione di tafferugli tra antagonisti e Forze dell'ordine nel corso di una manifestazione contro i Cie. Il giovane è stato riconosciuto all'inizio della manifestazione, nel corso del tentativo di sfondamento al cordone delle Forze dell'ordine, che si trovava in via del Corso, altezza piazza Venezia, mentre spingeva i militari. In questa fase, tra i manifestanti, sono stati notati altri 5 noti esponenti delle realtà antagoniste romane, in atti compiutamente identificati. Inoltre, durante la manifestazione, in particolare in via del Plebiscito, sono stati riconosciuti, nel corso del fronteggiamento con le Forze dell'ordine, 22 noti appartenenti ai Csa e alle realtà antagoniste della Capitale, anch'essi in atti compiutamente identificati». L'attività investigativa prosegue, anche attraverso la visione di altre immagini della Polizia Scientifica e dei "media" per verificare condotte penalmente rilevanti, ma, per la Questura di Roma, è evidente che, nella manifestazione del 7 luglio, c'erano «alcune persone appartenenti ai centri sociali e alle realtà antagoniste romane», tra le persone individuate dalla Digos durante i tafferugli. «E allora... denunciateci tutte e tutti» commenta il Comitato 3e32, che ribadisce quanto espresso dall'assemblea cittadina nella lettera indirizzata a Maroni: «Di quanto è accaduto durante la manifestazione, i promotori si assumono la piena e unica responsabilità». «I cittadini aquilani hanno partecipato numerosissimi a quella manifestazione, partendo con oltre 40 pullman dalla città - è scritto in una nota -. Voler negare il fatto che erano i terremotati a chiedere diritti e a urlare la propria rabbia, è un'offesa nei confronti di chi, tra mille difficoltà, ha scelto di essere in piazza a Roma. Il fatto che non ci fossero solo aquilani, significa soltanto che in tanti hanno aderito ai nostri appelli e alla nostra richiesta di solidarietà. Denunciamo, inoltre, il continuo tentativo di spostare l'attenzione da quelli che sono i reali problemi del cratere». «È assurdo» aggiunge l'assessore comunale alla Ricostruzione, Stefania Pezzopane. «Qualcuno doveva pur firmare la richiesta per la manifestazione e l'ha firmata una persona che lavora con un parlamentare proprio perché fosse chiara la serietà dell'iniziativa sin dal principio - prosegue -. Certamente non avrebbe potuto controllare che qualche non aquilano partecipasse alla manifestazione. Esponenti dell'antagonismo romano nel corteo? Mah, io so che a essere bastonati sono stati gli aquilani. Uno dei due feriti appartiene a Epicentro solidale e l'altro ai Collettivi. Speravo in un processo di ricomposizione dopo quanto accaduto e, invece, ho l'impressione che lo scontro continui».