Il premier getta acqua sul fuoco: "Vicenda ingigantita dai media". De Magistris: l'esecutivo si riunisca a Regina Coeli. Finocchiaro: "Governo e maggioranza attraversati da una questione morale devastante. Prima vanno a casa e meglio è"
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Qualche leggerezza c'è stata, ma il fatto evidente è che la vicenda è stata ingigantita dai media. E' questo il Berlusconi pensiero rispetto alla vicenda della cosidetta P3, che vede coinvolti pezzi importanti del Pdl, come il coordinatore Denis Verdini, il sottosegretario Nicola Cosentino e il senatore Marcello Dell'Utri, già condannato in secondo grado per associazione esterna in associazione mafiosa. A riferirlo è l'Ansa dopo averlo appreso da fonti della maggioranza.
Di segno opposto, naturalmente, il giudizio dell'opposizione e in particolare quello di Luigi De Magistris, eurodeputato IdV: "A questo punto - scrive in una nota l'ex Pm - veramente è il caso che il Governo cominci a valutare l'ipotesi di riunirsi a Regina Coeli o a Poggioreale. Soprattutto sarebbe il caso che il sottosegretario Cosentino e il senatore Dell'Utri dessero un segnale di decenza, se ne sono ancora in possesso, scegliendo di dimettersi dalle cariche ricoperte. Sono personaggi che appaiono recidivi nella perpetuazione del crimine e che offendono il Paese restando seduti sulle poltrone del Governo o del Parlamento. Se fino a ieri erano mafiosi, oggi sono anche piduisti, dunque eversori dell'ordine democratico. Di cosa altro devono macchiarsi penalmente per farsi da parte?", si chiede De Magistris.
Anche Anna Finocchiaro dà un giudizio chiaro della situazione: "'Questa maggioranza e questo esecutivo sono attraversati da una questione morale devastante e da tensioni interne fortissime. Questo governo non ha futuro. Prima se ne va e meglio è per tutti e per il Paese. Il nostro obiettivo - ha concluso - è costruire un'alternativa seria a Berlusconi e al suo esecutivo. Tutto il resto, oggi, è solamente materia per chiacchiere prive di alcun fondamento politico".