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Data: 13/07/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Sul bus senza biglietto: l'Italia batte tutti. Tasso di "portoghesi" pari al 5,7%. Il danno per il trasporto locale è di 450 milioni

ROMA. Prendere l'autobus senza pagare il biglietto è una pratica sempre più diffusa in Italia: il tasso percentuale dei "portoghesi", pari al 5,7%, supera la media internazionale ed è eguagliato solo da alcune città francesi. Questa "evasione" costa 450 milioni di euro alle società di trasporto locale.
A tracciare un bilancio dell'Italia che non paga il biglietto è Federmobilità. Il «portoghese» tipo è giovane, ha meno di 30 anni, è studente e vive principalmente al Sud. E se fino a poco tempo fa il fenomeno era molto diffuso tra gli stranieri, dal 2009 dilaga anche tra pensionati e disoccupati. Federmobilità (che riunisce le amministrazioni responsabili dei trasporti locali) chiede quindi «regole più chiare di contrasto all'evasione tariffaria sui mezzi di trasporto collettivo» e propone di far rientrare la materia nei contratti di servizio. «Finora - spiega il presidente di Federmobilità, Alfredo Peri - l'evasione tariffaria è stata gestita prevalentemente dalle aziende ma, con l'avanzare della crisi economica e i tagli alle risorse per la mobilità, potrebbe diventare un problema per i bilanci pubblici». La prima regola contro i "portoghesi" dei bus «è che ci siano i controlli», dice il segretario generale di Adiconsum, Paolo Landi, sottolineando che «poiché in Italia vi è la certezza di restare impuniti e poiché i controlli sono minimali, è evidente che la cultura della furbizia si fa strada». Nel panorama internazionale il tasso del popolo dei senza biglietto è mediamente inferiore rispetto a quello italiano: si attesta infatti al 4,2%. I più corretti sono i viaggiatori di Hong Kong, Madrid, Porto e Copenaghen.

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