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Pescara, 20/04/2026
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14/07/2010
Rassegna.it
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Intercettazioni: Legge bavaglio, Onu: "Va eliminata o rivista". Capezzone, funzionari Onu pensino a dittature |
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Il relatore sui diritti bacchetta l'esecutivo: "Così la normativa può minare la libertà d'espressione". Rischio di sanzioni ingiuste e ostacoli ai giornalisti. "Aprire dialogo con le parti interessate".
La legge sulle intercettazioni deve essere "eliminata o rivista". E' questo il monito all'Italia che arriva dall'Onu. Lo afferma in un comunicato il relatore speciale sulla libertà d'espressione, Frank La Rue, rivolgendosi proprio al governo italiano. "Se adottata nella sua forma corrente - avverte -, la normativa può minare la possibilità di beneficiare del rispetto del diritto di libertà d'espressione in Italia".
L'Onu è consapevole che il ddl vuole rispondere alle preoccupazioni relative "alle implicazioni della pubblicazione delle informazioni intercettate per il processo giuridico e il diritto alla privacy". Malgrado le intenzioni, però, il testo "nella sua forma attuale non costituisce una risposta adeguata a tali preoccupazioni e pone minacce per il diritto alla libertà di espressione".
Ricordando le manifestazioni contro il progetto di legge del 9 luglio, il relatore suggerisce all'esecutivo di non "adottarlo nella sua forma attuale, e di impegnarsi in un dialogo significativo con tutte le parti interessate, in particolare giornalisti e organizzazioni della stampa, per garantire che le loro preoccupazioni siano prese in considerazione". Si dice pronto "a fornire assistenza tecnica per garantire" che il provvedimento "rispetti gli standard internazionali dei diritti umani sul diritto alla libertà di espressione".
Una critica che entra anche nel merito delle misure. Secondo il progetto di legge, ricorda La Rue, chi non è accreditato come giornalista professionista può essere condannato alla reclusione fino a quattro anni per la registrazione di qualsiasi comunicazione o conversazione senza il consenso della persona coinvolta e la diffusione di informazioni. "Una sanzione così severa - a suo giudizio - minerebbe seriamente il diritto di tutti gli individui a cercare e comunicare informazioni, in violazione della Convenzione internazionale sui diritti civili e politici, di cui l'Italia è parte".
Non convince neanche la sanzione per i giornalisti e gli editori che pubblicano materiale intercettato prima dell'inizio di un processo. "Una tale punizione, che include fino a 30 giorni di carcere ed una sanzione fino a 10mila euro per i giornalisti e 450mila euro per gli editori, è sproporzionata rispetto al reato", conclude il rappresentante Onu. Queste disposizioni "possono ostacolare il lavoro dei giornalisti di intraprendere giornalismo investigativo su questioni di interesse pubblico".
Frattini: sono sconcertato, decide Parlamento Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, è "fortemente sorpreso e sconcertato" dalla presa di posizione dell'Onu. "In tutti i paesi liberali e democratici del mondo - afferma - non è consentito dalla pubblica accusa di divulgare prima della sentenza definitiva atti che devono restare segreti. Questo - a suo giudizio - per la semplice ragione che in democrazia si tutelano anche i diritti degli indagati". Il titolare del dicastero invita a "leggere le proposte prima di fare interventi del genere", sostenendo che "il Parlamento sovrano decide e sulle proposte in itinere nessuno può interferire".
Finocchiaro (Pd), imbarazzante reazione del governo Dall'opposizione arriva il commento la presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro. "Non mi stupiscono le reazioni scomposte e, aggiungo, imbarazzanti, che vengono da autorevoli esponenti del governo e della maggioranza al richiamo dell'Onu", dichiara. "Sono rimasti solo gli amici di Berlusconi - a suo avviso -, perchè nemmeno tutto il Pdl è unito, a difendere la legge che questa maggioranza ha partorito sulle intercettazioni". Tutti i commentari, giornalisti, esperti criticano fortemente il progetto di legge. "Aggredire in maniera violenta e arrogante l'Onu - aggiunge Finocchiaro - è sintomo del grande nervosismo che serpeggia dentro la maggioranza, devastata da tensioni e da una evidente questione morale che nemmeno questa pessima legge riuscirà a nascondere".
Capezzone, funzionari Onu pensino a dittature
"Da antico e convinto militante dei diritti umani e civili, della libertà e della democrazia nel mondo, troverei utile che i funzionari dell'Onu, guatemaltechi e non, dedicassero il loro tempo a contrastare le dittature, che troppo spesso dettano legge, o trovano comunque sostegno e copertura, anche nei comportamenti del Palazzo di Vetro. Lo sanno bene gli oppressi di tanti regimi, che in troppe occasioni hanno dovuto fare i conti con i comportamenti e le scelte di questo o quell'organo, di questo o quell'ufficio, di questo o quel funzionario delle Nazioni Unite". E' quanto dichiara Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, replicando alle critiche delle Nazioni Unite al ddl intercettazioni. A giudizio di Capezzone "è invece paradossale che si entri nei processi legislativi di uno Stato libero e democratico. Ed è ancora più paradossale, proprio in tema di stampa ed espressione, che si faccia finta di non vedere che in nessun Paese dell'Occidente avanzato esiste un malvezzo di pubblicare lenzuolate di intercettazioni, in spregio della legge, in clamorosa violazione del segreto istruttorio, travolgendo i diritti dei cittadini, come invece continua ad accadere in Italia".
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