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Pescara, 20/04/2026
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Data: 14/07/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
L'idea di Giuliante: «Accise sulla benzina» Il capogruppo Pdl presenta una proposta di legge: «Con 5 centesimi al litro 1,2 miliardi l'anno»

Da sempre causa di malcontento, il prezzo della benzina in Italia è zavorrato per oltre il 50 per cento dalle tasse. Perché non ricalibrare, allora, la mole di accise, alcune delle quali introdotte come riparo a catastrofi storiche (Vajont, Belice, Friuli, Irpinia), che lo gonfiano fino a 1,37 euro al litro per la verde e 1,22 per la diesel, e ottenere così un obolo per la ricostruzione? Basterebbe poco, 5 centesimi al litro, per alzare 1,2 miliardi annui: proprio quelli necessari a rifare L'Aquila.
L'idea semplice ma, in prospettiva, risolutiva è contenuta in una proposta di legge d'iniziativa popolare varata dal capogruppo del Pdl in Regione, Gianfranco Giuliante. Ieri, il consigliere ha tolto i veli sul testo (stringato: quattro articoli). «Sarà sottoposto - ha spiegato - al vaglio degli Enti, dei partiti, dei sindacati e, non ultima, dell'assemblea dei cittadini, per farlo diventare il più possibile condiviso». Una caratteristica importante, quella della condivisione, visto che per far entrare la proposta in Parlamento servono 50 mila firme. La campagna partirà a settembre, coordinata dal consigliere regionale pescarese Ricardo Chiavaroli (Pdl). Sei mesi per tagliare il traguardo, ma si spera di arrivarci prima.
La proposta ha già raccolto le adesioni del sindaco e vice commissario, Massimo Cialente, e del presidente della Provincia, Antonio Del Corvo. Quest'ultimo ha auspicato che, dopo la raccolta firme, «la proposta di legge possa diventare d'iniziativa parlamentare ed essere magari inserita nella Finanziaria 2011, così da risolvere una volta per tutte i problemi di cassa».
Il bello della proposta è che non comporterà in nessun caso l'aumento del prezzo finale del carburante: se le accise sono ancora tali, si propone di stornare 5 cent al litro per L'Aquila a partire dalla più datata, quella per la guerra di Abissinia del 1935. Se invece, come indica una diversa interpretazione, le accise sono diventate "entrate ordinarie" per lo Stato, su di esse si sta pagando un'Iva al 20 per cento, non dovuta: la legge prevederà allora di girare una frazione di quell'Iva per la ricostruzione e in questo secondo caso il prezzo finale si abbasserà perfino.

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