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Pescara, 20/04/2026
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Data: 14/07/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
L'Udc imbarca i dissidenti Pdl. E De Camillis è pronto al salto

E' l'onda democristiana la minaccia che incombe sul sindaco Albore Mascia e la sua sempre più esigua maggioranza. Un'onda che cresce e che ha già fatto sentire la sua forza d'urto nella seduta del Consiglio comunale di lunedì scorso, quando l'Udc Vincenzo Dogali ha chiesto e ottenuto il ritiro della delibera sulle variazioni di bilancio che avrebbe dovuto portare altri 80 mila euro nelle casse del Festival dannunziano.
Una partita giocata sui nervi ma, soprattutto, sui numeri e che da qui a qualche giorno dovrebbe farci capire che aria tira davvero a Palazzo di città.
Attraverso i suoi massimi esponenti regionali l'Udc avverte: «Non vogliamo la crisi al Comune di Pescara».
Ma il gruppetto di Licio Di Biase è pronto a fare il pieno e c'è chi assicura che in settembre i consiglieri comunali targati Udc saranno almeno sette (nove secondo altre fonti). Come dire: se si vogliono evitare nuove figuracce come quella di lunedì sera, quando alla verifica del numero legale erano presenti in aula soltanto 12 consiglieri, dovrete trattare con noi su tutto. Festival dannunziano compreso.
Tra i banchi dell'Udc sono dati in arrivo Massimiliano Pignoli (Lista Teodoro) e i tre catoniani del Pdl Adele Caroli, Livio Marinucci e Nico Lerri. Lo stesso Gianni Teodoro, leader della omonima lista, sarebbe ormai vicinissimo al partito di Casini e Rutelli (forse anche di Fini e Montezemolo).
Ma la vera sorpresa è un'altra: il possibile approdo di Roberto De Camillis (Lista Città Ponte) nell'area dei centristi, che potrebbe condurlo alla presidenza del Consiglio comunale se Licio Di Biase dovesse salire, come sembra, al vertice del Tsa (Teatro stabile abruzzese). Mentre per Dogali potrebbe liberarsi un posto in giunta.
E allora i conti sono presto fatti: senza il sostegno dell'Udc, il sindaco Albore Mascia rischia di ritrovarsi con una maggioranza composta da soli 11 consiglieri del Pdl. E a quel punto, tutti a casa.
Tra gli stessi amici di partito la preoccupazione era alta dopo la debacle di lunedì. Qualcuno ha rimproverato sottovoce al sindaco Albore Mascia l'eccessiva chiusura nei confronti dell'Udc per il mancato coinvolgimento degli alleati nella vicenda del Festival dannunziano. Nel giro di una settimana si tornerà al tavolo per cercare di metterci una pezza.
«Forse si è sbagliato - ammette Lorenzo Sospiri - a non coinvolgere prima l'Udc, ma dopo il nuovo incontro capiremo se quello delle variazioni di bilancio era solo un problema formale o c'è dell'altro».
Le opposizioni ne approfittano per sottolineare lo sfaldamento della maggioranza sul Festival dannunziano e dintorni: «Ci accorgiamo - sottolinea il capogruppo del Pd Moreno Di Pietrantonio - di non essere gli unici a nutrire forti dubbi sulle modalità di gestione di un evento culturale che, a detta del sindaco, col tempo non avrà nulla da invidiare al Festival dei due mondi di Spoleto, ma che oggi sembra più un Festival dell'altro mondo».
Poi una sottolineatura su quanto accaduto lunedì in aula: «Il Consiglio comunale è stato sciolto alle 18,45 per mancanza del numero legale (12 i presenti, compreso il consigliere Pignoli). Una giornata durante la quale si è solamente venduto un terreno di 28 metri quadri al signor Antonio Mantino. Ci fa piacere avere aiutato un cittadino pescarese, ma in questa seduta il Consiglio comunale ha speso più di quanto incassato dal terreno ceduto».

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