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Data: 16/07/2010
Testata giornalistica: Clickmobility
Mobilità a rischio in tutta Italia - Ataf fornisce le stime: riduzione di linee, corse e passeggeri. La manovra finanziaria mette in ginocchio anche il tpl lombardo

E' un grido d'allarme quello lanciato ieri a Roma da Asstra durante la conferenza stampa convocata per illustrare i risultati dell'indagine condotta dall'associazione su un campione di 50 aziende per calcolare l'impatto della manovra correttiva del Governo sul Tpl.

"Se i tagli verranno confermati nell'ampiezza e portata prospettata, è la condanna a morte certa del sistema dei trasporti pubblici locali come lo conosciamo oggi in Italia".

Ataf ha fornito le proprie stime sull'impatto e le conseguenze provocate della manovra correttiva, simulando due scenari: il primo a fronte di una riduzione di risorse del 10%, il secondo con una riduzione del 20%.
La situazione è drammatica per tutte le città italiane con ricadute negative in termini di quantità e qualità del servizio, domanda di trasporto, rinnovo delle flotte e personale addetto.

"Non vogliamo neppure sentire pronunciare le parole licenziamenti, aumenti di tariffe e tagli di corse e di linee, ma gli effetti della manovra governativa 'antiGrecia' saranno il peggioramento della qualità della vita delle nostre città e la limitazione della libertà di movimento per I cittadini meno abbienti: in una parola, una manovra socio/ecoinsostenibile, l'esatto contrario di quel che serve alle nostre città. Significa tornare indietro di 30 anni", dice il presidente di Ataf Filippo Bonaccorsi.

La manovra finanziaria mette in ginocchio il tpl lombardo. Gian Battista Scarfone: "Non ridimensionare o correggere questa manovra finanziaria comporterebbe conseguenze gravissime che ricadrebbero sull'economia e sulla qualità della vita dei cittadini e di tutta la comunità lombarda"

I tagli al settore del trasporto pubblico annunciati dal Governo per fronteggiare la crisi economica non possono che far sollevare un coro di protesta da parte delle aziende associate ad ASSTRA Lombardia.
Se confermata, la manovra finanziaria comporterà una drastica riduzione delle risorse a disposizione del sistema del trasporto pubblico lombardo, penalizzando oltre che la quantità anche la qualità dei servizi offerti.
Quali scenari si prospettano?
Una riduzione delle risorse pari al 10% o la più devastante ipotesi di un taglio del 20%.
In entrambi i casi le conseguenze per il TPL lombardo sarebbero drammatiche.

Asstra Lombardia, la più importante realtà regionale rappresentativa delle aziende pubbliche di trasporto sia delle principali città (Milano, Bergamo, Brescia, Mantova e gli altri capoluoghi lombardi) e dei principali gruppi operanti in Regione come il Gruppo Ferrovie Nord e il gruppo Arriva, ha formulato alcuni scenari in accordo con le indicazioni di Asstra nazionale.
Una prima valutazione che ha riguardato una parte importante delle aziende del settore (Milano, Bergamo, Ferrovie Nord, le aziende del gruppo Arriva) prospetta scenari fortemente negativi.

"Nell'eventualità di un taglio del 10% (riferito alle sole realtà citate) si avrebbe: una netta diminuzione delle percorrenze chilometriche (33.000.000 di bus-Km in meno), una considerevole soppressione delle corse (1.100.000 in meno), un forte calo del numero di passeggeri trasportati (circa 35.000.000 in meno) oltre a drastiche riduzioni del personale (1.200 addetti in meno) - spiegano in Asttra Lombardia -.
Numeri raddoppiati e conseguenze ancora più tragiche se la percentuale dei tagli salisse al 20%".

"Tutte le iniziative messo in atto sino ad oggi dalla Regione Lombardia, dagli Enti locali e dalle aziende di trasporto pubblico del territorio per migliorare l'offerta di trasporto e la qualità del servizio, verrebbero così mortificate da un'insostenibile riduzione dei servizi - proseguono in associazione -. Un passo indietro che paradossalmente ci allontana dal panorama europeo di sviluppo della mobilità collettiva al quale il nostro sistema regionale ha tentato di agganciarsi in questi anni".

L'impatto, negativo, produrrebbe un salto nel passato capace solo di frantumare gli sforzi fino qui compiuti nelle grandi e medie realtà urbane così come nel servizio di trasporto ferroviario regionale, provocando a catena numerosi disagi sociali, economici e ambientali: incremento dell'utilizzo dei mezzi privati, maggiore congestione dei centri urbani, aumento dell'inquinamento ai danni della salute del cittadino, riduzione degli investimenti per infrastrutture e tecnologie applicate alla mobilità, perdita di posti di lavoro.

"Non ridimensionare o correggere questa manovra finanziaria - commenta Gian Battista Scarfone, presidente di Asstra Lombardia - comporterebbe conseguenze gravissime che ricadrebbero sull'economia e sulla qualità della vita dei cittadini e di tutta la comunità lombarda".

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