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Pescara, 22/04/2026
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Data: 17/07/2010
Testata giornalistica: La Repubblica
Amt, fare il sindacalista è un affare. In piena bufera per i tagli, l'accordo: promozioni e buste paga più pesanti per i sindacalisti in distacco. Hanno firmato tutte le sigle, autonome e confederali, tranne una: la Cgil

NEL pieno della bufera sui tagli del governo che rischiano di compromettere definitivamente i trasporti pubblici, provocando reazioni a catena che vanno dal taglio degli autobus in circolazione all'aumento del costo del biglietto, l'Amt e i sindacati hanno firmato un accordo che migliora la retribuzione dei dipendenti in distacco sindacale. L'azienda dei trasporti del Comune, partecipata dai francesi di Transdev, si è impegnata a migliorare il livello professionale e dunque la retribuzione dei dipendenti in "distacco" per motivi sindacali.
Hanno firmato tutte le sigle, autonome e confederali, tranne una: la Cgil si è rifiutata di accettare e si è sfilata. L'accordo riguarda i lavoratori che invece di andare tutte le mattine in azienda, sedersi alla scrivania, entrare in officina o mettersi al volante di un autobus, vanno in ufficio e si occupano della tutela sindacale dei loro colleghi. Un impegno sacrosanto, giustamente tutelato per evitare che chi si impegna per i diritti dei lavoratori possa essere penalizzato con discriminazioni quando rientra sul lavoro o anche soltanto penalizzato dal non aver maturato i parametri della retribuzione come chi è rimasto a lavorare. Solo che l'accordo appena siglato in Amt fa qualcosa di più e di diverso dalla tutela della dinamica professionale dei sindacalisti: prevede che ogni cinque anni i sindacalisti in distacco possano avere una "riparametrazione" e quindi avere riconosciuto un livello professionale superiore con relativo aumento della retribuzione. Questa riparametrazione ha un tetto finale che è molto più alto dell'inquadramento di quella specifica figura professionale. Vuol dire che un autista dell'Amt che è sempre rimasto in servizio chiuderà la sua carriera con un livello professionale e dunque una retribuzione più bassa di un suo collega che invece per anni è stato distaccato al sindacato. In
Amt questo meccanismo riguarda potenzialmente una ventina di persone, quanti sono i sindacalisti in distacco. La notizia della firma ha iniziato a circolare in azienda creando qualche mal di pancia e aumentando un clima di tensione piuttosto aspro. La firma è avvenuta poche settimane fa proprio mentre infuriava la protesta per i tagli al trasporto pubblico locale. Una manovra su cui ancora ieri il presidente di Amt Bruno Sessarego lanciava strali e funeste previsioni, parlando di: «150 autobus in meno a Genova, che significano ottomila auto in più in circolazione», e aggiungendo che «se il decreto viene approvato nelle misure previste non so cosa si potrà fare». E in questo clima arriva l'accordo che sembra essere una corsia preferenziale per i sindacalisti rispetto ai lavoratori della stessa azienda.
Ed è proprio una considerazione di opportunità, valutata la contingenza, che ha indotto molti a criticare questo accordo. In pratica migliora la condizione dei sindacalisti in distacco, anche rispetto ad un accordo già
esistente e che già prevedeva maglie larghe di tutela. Il vecchio trattamento stabiliva che i sindacalisti in distacco potessero avere ogni sei anni la riparametrazione, con uno "scatto" di velocità tale per cui, dove un lavoratore impiegava 20 anni per raggiungere un determinato parametro, un sindacalista in distacco poteva impiegare metà tempo.

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