ABRUZZO. L'introduzione dell'ultimo balzello ideato dal Governo ha colpito, e non poco, anche gli abruzzesi.
Il supplemento da pagare in entrata e in uscita al casello Pescara Ovest (A14) e a Villanova (A25) sta creando tanta rabbia ed incomprensione tra i pendolari, molti dei quali lavoratori che paradossalmente si ritrovano a dover corrispondere un supplemento anche nei casi in cui non si usufruisce dell'Asse Attrezzato Chieti-Pescara ovvero di una di quelle arterie per le quali il Governo ha pensato di introdurre questa nuova tassa.
«La confusione è totale, tante le assurdità», dicono dalla Filt Cgil.
A cominciare dai numerosi pendolari che quotidianamente percorrono l'A14 da nord e da sud e che escono al casello incriminato di Pescara Ovest per raggiungere la zona commerciale ed industriale di Sambuceto (San Giovanni Teatino) senza avere la necessità di dover immettersi nell'Asse Attrezzato.
«Per loro non ci sono sconti», tuona il sindacato, «il supplemento si paga ugualmente. Siamo alla presunzione di intendimento».
Sorte peggiore per quelli che provengono o sono diretti a Roma costretti a pagare il balzello due volte perché sia i caselli di Pescara Ovest (A14) e Villanova (A25) che la barriera di Lunghezza all'ingresso della capitale, rientrano nella lista delle stazioni onerose "da evitare".
E mentre gli automobilisti abruzzesi provano ad individuare escamotage per aggirare l'ingiusta tassa (ovvero uscire prima o dopo i caselli incriminati), aumentano inevitabilmente anche le ripercussioni sul traffico e sull'inquinamento atmosferico come dimostrano le file che in questi prime tre settimane si registrano a Città Sant'Angelo (Uscita Pescara Nord dell'A14) o a Scafa sull'A25
«E i nostri politici», denuncia ancora il sindacato, «in primis il governatore Chiodi, il presidente della Provincia di Pescara Testa e il sindaco Mascia non rilasciano dichiarazioni sull'argomento come se il fenomeno non li riguardasse. Stesso dicasi per i sindaci di Chieti e di San Giovanni Teatino sui cui territori si riversano i propri concittadini che utilizzano l'uscita di Pescara Ovest».
SAN GIOVANNI TEATINO DICE NO
Nei giorni scorsi l'intero Consiglio comunale di San Giovanni Teatino si è schierato compatto contro l'istituzione del pedaggio non solo per le ripercussioni economiche a carattere generale - denunciano le forze politiche in seno all'Assise civica - ma anche danni alle singole città: «una delle realtà urbane che subirà maggiormente le ripercussioni negative del pedaggio sarà proprio San Giovanni Teatino, fulcro dell'area commerciale ed industriale della Val Pescara e finora servita dal Raccordo Chieti-Pescara; un'arteria stradale, questa, che da sola sopporta il pesante traffico di pendolari ed autotrasportatori che, inevitabilmente, a causa del balzello si riverserebbe per gran parte sulle vie comunali, con una conseguente gravissima ricaduta in termini di sicurezza stradale, di inquinamento ambientale, e di caos nella circolazione veicolare»