ROMA. Cgil e altre sigle sindacali ancora su due fronti opposti, nel dibattito innescato dall'accordo separato (con il no della Fiom) sul futuro dello stabilimento Fiat di Pomigliano D'Arco. Quell'intesa è un modello, può essere la strada da seguire per altre vertenze, dice il leader della Cisl, Raffaele Bonanni. Mentre anche il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, in una intervista a Repubblica torna ad indicare l'accordo dello stabilimento campano come un passaggio positivo per il Paese, «con il lavoro che non esce ma torna in Italia e nel Mezzogiorno».
Raffaele Bonanni spiega che «ogni accordo aziendale ha una storia a se» ma «come per Pomigliano la Cisl è pronta a sottoscrivere intese dove, in cambio di una maggiore flessibilità, si salvaguardi l'occupazione, anzi la si aumenti riportando il lavoro in Italia, e si ottengano pure dei vantaggi salariali».
Intanto oggi la Fiom riunisce il coordinamento nazionale del Gruppo Fiat per discutere dei quattro licenziamenti (a Mirafiori e a Melfi) e del mancato pagamento del saldo del premio di risultato. Venerdì si è svolto lo sciopero generale del Gruppo.