Iscriviti OnLine
 

Pescara, 22/04/2026
Visitatore n. 753.361



Data: 19/07/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Vendola in campo: spariglierò la sinistra corro alle primarie

ROMA - «Io mi candido a ricostruire il cantiere dell'alternativa. Sono candidato a sparigliare i giochi del centrosinistra se il centrosinistra si presenta con una vecchia liturgia, senza la voglia di pronunciare le parole chiare del desiderio radicale del cambiamento». Questa, in sintesi, la piattaforma dalla quale Nichi Vendola, al termine della tre giorni barese di dibattiti e seminari delle "Fabbriche di Nichi", lancia la sua sfida per la candidatura a premier, non solo di Sinistra Ecologia e Libertà di cui è leader riconosciuto, ma dell'intero arco di centrosinistra. La strada per arrivarci sono, naturalmente, le primarie, acque in cui il governatore della Puglia si muove ormai come un lupo di mare, dopo averle vinte due volte avendoci contro i Ds nel 2005 e il Pd nel 2010. E sulle quali sembra voler giocare d'anticipo per superare la riluttanza degli alleati a una partita, quella delle primarie, che afferma «non essere una minaccia per il Pd o per il centrosinistra, ma per la cattiva politica». Una forma di «riappropriazione, da parte di un popolo, delle scelte fondamentali che riguardano una politica che deve rompere gli steccati e non avere paura della cittadinanza e delle persone in carne e ossa».
E anche sulla strada da scegliere per rispondere «alla crisi in cui il centrodestra si dibatte» Vendola prende le distanze da posizioni autorevolmente sostenute all'interno del Pd. D'Alema ha avanzato l'ipotesi di un governo di larghe intese, il governatore pugliese su questo tema si dice d'accordo piuttosto con Tremonti, anche se «per le ragioni opposte alle sue», nel negare la possibilità di governi tecnici o di grande coalizione. «Ormai - afferma - si è consumata una stagione politica. Abbiamo bisogno di chiudere questa esperienza, di liquidare il berlusconismo e tornare alle urne».
Vendola parla a una folta platea di giovani, tra i quali suscita un pizzico di perplessità quando assimila l'appuntamento - che vorrebbe rendere annuale - delle "Fabbriche di Nichi" al meeting di Rimini di Comunione e Liberazione. Ma poi chiarisce: «Quello di Cl è, a destra, il più importante incubatore di nuove culture e di nuovi pezzi di classe dirigente». E quanto alle Fabbriche, precisa che «non diventeranno mai un partito o una sigla candidabile alle elezioni», ma di pensare «per il loro futuro a quello che sono state le scuole di partito in passato». Insomma, «un'esperienza autonoma da tutti i partiti», anche nei confronti di "Sel" - di cui ha salutato il coordinatore nazionale, Claudio Fava, presente tra il pubblico - verso la quale le Fabbriche potranno essere «reciprocamente simpatizzanti ma autonome».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it