La crisi. Di Odoardo: «Preoccupa anche il mancato ricambio generazionale»
«E' una provincia sull'orlo del baratro». E per un territorio che basa la sua economia «fondamentalmente su due pilastri- ricorda il segretario della Cgil Gianpaolo Di Odoardo- in pratica il turismo e l'industria gli effetti dell'attuale crisi si fanno sempre più devastanti per Teramo, un territorio con un'elevata percentuale di manifatturiero (37) che, per certe dinamiche, lo rende piuttosto simile ad una provincia veneta». I numeri però sono un po' diversi. L'ultimo preoccupante fenomeno che la Cgil ha riscontrato è la mancanza di ricambio generazionale al vertice delle aziende: la "gerentoimprenditoria" teramana «interessa il 71% delle imprese locali; i figli fanno altro, i padri sono sulla settantina e non vi sono manager d'azienda o cooperative che possono proseguire il lavoro». Un ulteriore colpo che si assesta su di un'economia già sfiancata: «Nel 2009 e nel primo quadrimestre di quest'anno la provincia di Teramo si è impoverita di ben 11 mln di euro, somma derivante dal mancato salario di chi ha percepito in questo lasso di tempo gli ammortizzatori sociali». Una fetta importante di economia che se ne va, rendendoci sempre più poveri. «Di conseguenza- prosegue Di Odoardo- ha subito un ulteriore incremento il numero delle famiglie sotto la soglia di povertà: da 11 su 100 si è passati alle attuali 24 su 100». In aumento anche la disoccupazione intellettuale: «Solo un laureato su dieci trova un lavoro consono al proprio titolo di studio». Tra i giovani, solo un'assunzione su quattro a Teramo è a tempo indeterminato «gli altri, una massa sempre più nutrita di precari, non riescono a coniugare i tempi al futuro: io lavorerò, comprerò, mi sposerò». Non bisogna essere particolarmente dotati di ironia quando si trattano certi dati economici: «Il nostro territorio serba la seconda posizione nello stivale nel rapporto tra lavoratori occupati e cassaintegrati e al primo per aumento di numero di ore di cig», fenomeno che però nell'ultimo periodo è rientrato. Di Odoardo da tempo si sgola per far rilevare che siamo in presenza di un "caso Teramo" ma «le istituzioni sono lontane e manca un Osservatorio provinciale sull'economia che Catarra non ha mai convocato». Una spia di un'ulteriore recrudescenza della crisi sono le false vertenze di lavoro segnalate dalla Cgil e portate avanti da disoccupati che per motivi di orgoglio o dignità non intendono far trapelare il loro reale status a consorti e famiglie.