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Pescara, 22/04/2026
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Data: 20/07/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
La città e il suo mare: lo "sguardo dal ponte" dell'Isad ospita la riflessione di D'Alfonso. Uomini, merci, identità: è la rotta adriatica

Come non parlare del Vate e del suo mare. L'Adriatico intimo del d'Annunzio domestico, le paranze, le vele e il fango della foce per sempre attaccato al tacco dello stivale. E l'Adriatico alto, politico, complesso dell'utopia fiumana. Dentro c'è il d'Annunzio protofascista, spiega alla platea il professor Lorenzo Braccesi, tra i maggiori studiosi di questo d'Annunzio, i legionari, eia eia alalà. Ma dentro c'è anche il redentore dei popoli poveri e liberi che guida la crociata contro Roma e la società delle nazioni. Non sfuggì a Lenin, a differenza dei socialisti italiani, il tratto rivoluzionario dell'avventura di Fiume. Da qui, dalla complessità di queste pagine di storia ben impresse nell'identità cittadina, si parte per lanciare lo "sguardo dal ponte" che Pescara lancia all'orizzonte adriatico. L'iniziativa dell'Istituto per gli studi adriatici, non casualmente ospitata dalla spiaggia ai piedi del Ponte del mare, chiude la prima stagione di iniziative culturali ed economiche. Un appuntamento con la città fortemente voluto da Marilena Giammarco, testa pensante dell'Isad e titolare, in tema di relazioni tra le due sponde, della corposa eredità paterna.
La sensazione che ci siano molti fili da riannodare appare chiara quando, dopo la sessione scientifica animata da Braccesi, tocca a Luciano D'Alfonso introdurre la tavola rotonda sulla nuova frontiera orientale. L'ex sindaco, in sonno causa inchieste, riceve il caldo applauso del suo popolo, compagni di militanza, politici in corso e non, intellighenzia gauchista, donne di varia condizione anagrafica, ricomincia dal suo ponte, plasticamente disteso tra le due città fuse da d'Annunzio: «E' anche questo un segno che richiama la priorità del pensiero adriatico, un luogo dell'incontro e dell'identità che abbina un contenuto di valori alla sostanza economica delle relazioni tra i popoli. Pescara deve cogliere tutte le opportunità aperte dalle nuove vie d'acqua, adriatiche e non. Nel suo interesse municipale e nell'interesse dell'Abruzzo e dell'area vasta di riferimento». Parole pesantissime nel momento in cui l'Abruzzo è chiamato dal terremoto a trovare una nuova bussola. Segue digressione sulla contea di Lauritello, antefatto storico della "Marca adriatica" distesa dal Fermano al Molise. Dall'esilio giudiziario D'Alfonso indica ai presenti la direzione privilegiata della prospettiva adriatica: gettare ponti verso Belgrado e Salonicco per offire una sponda naturale all'attivismo di una città come Barcellona sul quadrante del mediterraneo occidentale. Nei giorni in cui il sindaco in carica, Luigi Albore Mascia, tesse tra Mostar e Patrasso la sua tela diplomatica per candidarsi alla guida del forum delle città adriatiche e joniche è molto più che un contributo all'agenda politica cittadina. E' una visione radicalmente alternativa che chiede però la dignità del confronto. E' l'Adriatico di pace contrapposto a quello esclusivamente economico, quello degli uomini che si sommano alle merci. E' l'attualità di Predrag Matvejevic contro il color seppia del Vate domestico. Una sfida delle intelligenze che riapre, grazie all'Isad, un capitolo lasciato a metà.

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