ROMA - «Il governo è laborioso: lo siamo stati fino ad ora e lo saremo per i prossimi tre anni». Così, dalla terrazza tra le guglie del Duomo - dove riceve il premio "Grande Milano" istituito dalla Provincia in occasione dei 150 anni dalla sua fondazione - Silvio Berlusconi ribadisce il suo programma fino al 2013. Il premier ammette che «la strada non è facile, ma il sentimento di sostegno della gente è tale che ci induce a proseguire». L'assegnazione del premio al Cavaliere ha suscitato le proteste dell'opposizione a cui ha replicato, tra gli altri, il fratello del premier Paolo: «Credo che mio fratello sia entrato nella storia e lo riconoscono i leader di tutto il mondo». Quanto alle polemiche, «piccole bassezze di gente abituata a trovare per ogni evento a trovare cose che non vanno».
Ma la giornata di ieri del Cavaliere va ricordata anche per un nuovo scivolone nei confronti di Rosy Bindi. In visita all'università telematica "eCampus" di Novedrate, Berlusconi, che nell'ottobre scorso aveva sostenuto a Porta a Porta di trovare la presidente del Pd «più bella che intelligente», ha insistito sul tema mostrando di apprezzare un gruppo di belle ragazze «che - ha detto - si sono laureate con il massimo dei voti e non assomigliano certo a Rosy Bindi». Scontata l'esplosione di un nuovo focolaio di polemiche, con la replica della diretta interessata che, «con tristezza, si limita a prendere atto che tra i tanti segnali della fine dell'impero c'è anche questa ormai logora ripetitività delle sue volgarità». Controreplica, in serata, dello stesso premier che ha definito «non volgare» la propria battuta, precisando di aver detto che «per entrare in politica non è necessario assomigliare a Rosy Bindi». Polemiche anche per un'altra battuta su Antonio Di Pietro: facendo un parallelo tra il il proprio excursus universitario e quello dell'ex pm, il Cavaliere ha detto: «Quando io studiavo per prepararmi agli esami lo sapeva tutto il condominio in cui abitavo e, per questo, faceva silenzio per permettermi di prepararmi bene. Poi, superato l'esame, si faceva festa. Quanto a Di Pietro è difficile capire perché al suo paese nessuno sapesse niente della sua laurea». Immediata la piccata replica del leader Idv che annuncia querela.
Il presidente del Consiglio, in un breve discorso a braccio agli studenti dell'università telematica, ha affrontato anche altri argomenti assicurando, tra l'altro, che il governo non ha intenzione di togliere il valore legale alle lauree e non ha neppure trascurato il tema delle tensioni dentro al Pdl, in particolare - senza citarlo esplicitamente - il difficile rapporto con Gianfranco Fini. Ma lo ha derubricato a «piccole incomprensioni» all'interno della maggioranza.