Iscriviti OnLine
 

Pescara, 22/04/2026
Visitatore n. 753.361



Data: 20/07/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Abruzzo verde addio, la scure del Governo sui parchi. Risorse tagliate del 50%, un colpo mortale per un modello di sviluppo che aveva valorizzato le aree interne

PESCARA - Il polmone verde d'Europa rischia di diventare la regione degli ex-parchi. E stavolta non sono solo gli spettri di trivelle e discariche le minacce: i tagli di fondi ai parchi, contenuti nella manovra economica del Governo, pesano come zavorre su una regione che ha incardinato la sua immagine sulle aree protette, facendone un motore turistico. Tant'é: le sforbiciate annunciate sono dell'ordine del 50%, che si tradurrebbero in calo di servizi, occupazione e difficoltà di manutenzione di un territorio in Abruzzo grande 268mila e 400 ettari: Parco nazionale Gran Sasso-Laga (150mila ettari), Majella (74mila), Abruzzo (44.400) sono i gioielli su cui incombe la scure. Così anche per il neonato parco del Cerrano. «Abbiamo fatto una mozione per investire il Parlamento del problema -dice Stefano Civitarese, nel consiglio direttivo del Pna- Per un bilancio come il nostro, di quasi 3 milioni e mezzo di euro e 120 dipendenti, la riduzione del 50% di risorse metterebbe a rischio ricerca scientifica, progetti educativi, risarcimenti danni alla fauna, indennizzi ai Comuni per evitare il taglio dei boschi. E poi ci sarebbero gli effetti a catena: riduzione delle attività di promozione, anche quella turistica concertata con i Comuni, e ricadute sul personale con tagli di straordinari per il servizio di sorveglianza, dell'antibracconaggio notturno». A rischio, dunque, la piena funzione dei parchi nella tutela dell'ambiente. «Questi tagli, non inseriti in una strategia di valorizzazione ambientale, avverrebbero proprio nell'anno dedicato alla biodiversità -premette Augusto De Sanctis, Wwf- I parchi assolvono una funzione di riequilibrio: in Abruzzo, ad esempio, i fiumi hanno una buona qualità delle acque solo nelle aree montane protette». C'è poi tutta la rete dei piccoli comuni montani che rischia contraccolpi, la perdita di appeal turistico. «Il turista che frequenta i parchi è molto esigente -dice Enzo Giammarino, presidente Ecotur- : con i tagli che si prospettano, gli Enti parco avrebbero problemi a gestire un territorio immenso e mantenere i servizi rivolti a comunità locali e turisti, come quelli di informazione, assistenza, visite didattiche. Tutto l'indotto potrebbe risentirne. Ma la manovra del Governo potrebbe avere effetti indiretti anche sulle riserve naturali regionali, con la riduzione di fondi destinati alle Regioni». «Il sistema dei parchi ha rappresentato una spinta all'occupazione nelle aree montane, altrimenti destinate a restare marginali -dice Luca Ondifero, Filcams Cgil- : alberghi, affittacamere, bar. L'indotto potrebbe uscire danneggiato». Ma la scure del Governo rischia di mettere in discussione tutto un modello di sviluppo, nell'Abruzzo-regione verde d'Europa già sotto stress e con più di un'occasione mancata. «Negli ultimi 15 anni l'Abruzzo ha individuato nel sistema delle aree protette un modello strategico di sviluppo -dice Mimì D'Aurora, responsabile parchi Cgil-, esaltando a valore la sostenibilità ambientale, il turismo naturalistico, i prodotti di qualità. I tagli colpiscono un'idea di sviluppo, già in sofferenza anche per la miopia della Regione di cogliere le opportunità della green economy: nella programmazione Fas 2007-2013 non sono previsti interventi per i parchi, ma ben 42,5 milioni per nuovi impianti di risalita, modello-Roccaraso in stile anni ?60-?70. Dalla loro, gli Enti parco hanno accumulato ritardi: ad esempio non sono riusciti a realizzare nessuna forma di collegamento tra loro».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it