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Pescara, 22/04/2026
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Data: 20/07/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Senza crescita servirà una manovra bis. Dossier dei tecnici della Camera. Medici in sciopero: no ai tagli nella sanità

ROMA. Sale operatorie aperte solo per le urgenze, visite non essenziali annullate. Il 75% dei medici italiani ha aderito allo sciopero contro i tagli alla sanità pubblica previsti nella manovra del governo. In centinaia hanno partecipato al sit in di protesta di fronte alla Camera dove ieri è approdata la manovra. Il ministro Fitto ripropone un patto con le Regioni mentre il presidente dell'Emilia-Romagna Errani insiste sulla necessità di cambiare il provvedimento. Che, secondo i tecnici della Camera, rischia già di avere bisogno di un intervento correttivo.
Piazza Montecitorio si è riempita dei camici bianchi di medici, veterinari e dirigenti della sanità pubblica con cartelli, striscioni e persino vuvuzelas. Una delegazione è stata ricevuta dal capo della segreteria del presidente della Camera. «L'adesione allo sciopero - annuncia Massimo Cozza della Cgil medici - è del 75% - I margini di trattativa ci sono, anzitutto chiediamo al ministro Fazio di mettere nero su bianco la sua interpretazione sul blocco dei turn over che esclude la sanità e lo stesso per quel che riguarda i precari». Piena soddisfazione è espressa dall'Anaao Assomed che conferma la volontà di proseguire l'impegno «per modificare la manovra».
Un appello al governo «per rivedere le norme inique e ingiuste», che in 4 anni porterà ad avere 30 mila medici in meno, viene anche da Amedeo Bianco presiente degli Ordini dei medici.
Sanità a trasporti saranno i settori penalizzati, avverte Vasco Errani in risposta all'invito del ministro Fitto di un patto con le Regioni. Ma sul confronto in atto da ieri in Commissione Bilancio arriva un dossier dei tecnci della Camera: gli effetti della manovra, scrivono, se non saranno bilanciati da una maggiore crescita rischiano di rendere necessario un intervento correttivo bis. (v.l.)

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