VOLANTINAGGIO. Il sindacato contro le norme contenute nella nuova finanziaria
Al via ieri mattina la prima iniziativa della Filt, il sindacato dei trasporti della Cgil, contro i tagli al trasporto pubblico previsti dalla finanziaria. Rappresentanti sindacali e lavoratori hanno diffuso volantini dalle 7 alle 9 davanti alla stazione dei treni e delle corriere «per sensibilizzare tutti i soggetti interessati al trasporto pubblico su un tema poco conosciuto, sebbene molto grave - ha spiegato Stefano Malorgio, segretario della Filt- i tagli della finanziaria che si abbatteranno sui treni pendolari, sui servizi urbani e extraurbani». Le cifre diffuse dal volantino sono preoccupanti: ricordando che lo stato annualmente eroga alla Regione Lombardia circa 1 miliardo di euro per il trasporto, poi spartito tra Province e Comuni, si calcola che dalla finanziaria uscirà «una riduzione di 595 milioni di euro, 280 per il 2011 e 315 per il 2012». Questo si tradurrà in «più costi per i passeggeri con aumenti dei biglietti e degli abbonamenti, più congestione dei centri urbani e più inquinamento, meno servizio pubblico con riduzione di treni, tram, e autobus e con la soppressione delle corse in alcune fasce orarie, meno occupazione stimabile in oltre il 20% degli organici attuali». Il segretario della Filt ha garantito che «per il resto dell'estate, in sintonia con la Cgil regionale, proporremo iniziative di vario genere, che sfoceranno a settembre in una settimana di mobilitazione che coinvolgerà pensionati, lavoratori, utenti e associazioni dei consumatori». Per quel che riguarda gli altri sindacati «a Brescia abbiamo fatto una conferenza stampa unitaria con Cisl e Uil, ma a livello nazionale siamo divisi, anche se vorremmo arrivare uniti alla lotta di settembre, e ben vengano anche i sindacati di base». SOLA O CON ALTRE forze in ogni caso «la Cgil non si ferma - ha ribadito Damiano Galletti, segretario generale della Cgil bresciana - e porterà avanti tante iniziative contro questa manovra che deprime ulteriormente l'economia e prevede oltre 100mila licenziamenti. A Brescia i tagli nel pubblico mettono in ginocchio in particolare i servizi di prefettura e questura per gli stranieri e colpiscono duramente anche i lavoratori dell'Inps, in larga misura precari che perderanno il posto».