Nel Pdl vogliamo restare - Intercettazioni: era sacrosanto - Il Garantismo e il Giustificazionismo - La manovra doveva guardare a ricerca e sviluppo - Non un uomo solo al comando - Il Congresso del Pdl - Federalismo si, ma solidale
"Comprendo gli aquilani che dicono che non si puo' pensare di cancellare la citta' perche' bisogna ricostruirla esattamente com'era, ma questo e' tanto giusto quanto difficile da fare".
Lo ha affermato il presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, a Pescara, parlando al Circus del terremoto che ha colpito L'Aquila e della ricostruzione post-sisma.
"Senza alcuna parzialita' e senza alcun intendimento polemico - ha aggiunto Fini - credo che bisogna essere consapevoli che si e' trattato di una tragedia senza precedenti non soltanto per il numero delle vittime, in questo caso ve ne sono stati di ancor piu' dolorosi, ma soprattutto per l'impatto che ha determinato in una citta' capoluogo ricca di storia e con una sua identita' ben precisa. Credo - ha proseguito Fini - che il Governo abbia ben operato soprattutto attraverso l'intervento della Protezione Civile per garantire a chi era rimasto senza un tetto un alloggio, il che non significa in alcun modo la ricostruzione".
Nel Pdl vogliamo restare
"Nel Pdl vogliamo continuare a rimanere perche' e' la nostra casa politica; lo dico con la ferma convinzione di chi sa che nel Pdl bisogna fare molto per migliorarlo. Non mi riferisco - ha spiegato Fini - all'organizzazione interna, mi riferisco alla necessita' di guardare in prospettiva oltre la gestione della quotidianita'.
E' necessario partire da un dato di fatto: la fine delle ideologie non significa la fine delle idealita'. Non puo' significare la fine della passione politica, della volonta' di migliorare la qualita' della nostra societa'. Limitarsi alla gestione, seppur faticosa, della quotidiana fatica di governo non e' sufficiente. Alcuni valori di riferimento dai quali e' essenziale ripartire sono indispensabili, sono la precondizione fondamentale della liberta'. Questi valori sono la legalita', il rispetto delle regole, l'etica nel senso autentico del termine".
Intercettazioni: era sacrosanto
"Voglio continuare a vivere in un Paese dove ogni giornale possa scrivere ogni giorno, assumendosi la responsabilita' di quello che scrive, se vi sono delle indagini in corso perche' sarebbe veramente un brutto momento se non si potesse piu' scrivere che e' stata avviata un'indagine o che e' stata aperta un'inchiesta". Cosi' il presidente della Camera Fini ha continuato sul problema delle intercettazioni: "Io credo - ha detto ancora - che questo e' possibile insieme al divieto di pubblicare chiacchiere, il gossip e il pettegolezzo. Pertanto era sacrosanto continuare a garantire alla magistratura e alla polizia di poter combattere il crimine anche con le intercettazioni".
Il Garantismo e il Giustificazionismo
"E' facile nel Pdl essere garantisti ma il garantismo non puo' essere giustificazionismo.. Non so - ha aggiunto Fini - se oggi si debba parlare di questione morale nella politica italiana. Io dico che se il Pdl non facesse sentire forte la voce nei confronti di coloro che si mettono sotto l'ombrello del potere per farsi gli affari propri, tradirebbe la sua natura. Mi preoccupa - ha detto ancora Fini - quando avverto nella societa' un calo nella capacita' di indignarsi".
La manovra doveva guardare a ricerca e sviluppo
"La Merkel in Germania ha fatto una manovra economica molto dura, piu' dura della nostra ma ha individuato due-tre settori sui quali non solo non ha tolto un centesimo ma ha addirittura investito: ricerca, sapere, tecnologie avanzate. A me piacerebbe - ha aggiunto Fini - un partito che guardasse al futuro superando le ideologie, ma partendo da un patrimonio nazionale condiviso. E' ora di dire basta alla politica dello specchietto retrovisore".
Non un uomo solo al comando
"Uno solo che pensa per tutti e' inaccettabile". Cosi' Gianfranco Fini, a Pescara, parlando della situazione interna al Pdl. Rivolgendosi a Mario Spallone, l'ultra novantenne medico personale di Togliatti, Nenni e Amendola, che si trovava in prima fila al Teatro Circus di Pescara, Fini ha detto: "Non possiamo passare dal centralismo democratico al centralismo carismatico. La democrazia e' un'altra cosa.
Allora, anche a costo di essere considerato un eretico, ma in un partito liberale di massa cos'e' l'ortodossia se non il rispetto di valori fondamentali quali la coesione nazionale e la legalita'?". "Fermo restando che la leadership di Berlusconi non e' assolutamente in discussione - ha aggiunto Fini - ma non e' possibile dire come un Re di Francia diceva di se stesso 'dopo di me il diluvio'".
"Il Pdl - ha continuato Fini - e' una creatura che deve necessariamente impostare il suo lavoro per i prossimi dieci, venti, trent'anni. Noi abbiamo dato vita ad una nuova creatura politica a cui abbiamo consegnato cinquant'anni della storia italiana. Abbiamo consegnato al Pdl la nostra storia per gestire il presente ma soprattutto pensando al futuro".
Il Congresso del Pdl
"E' arrivato il momento di cominciare a discutere dei congressi del Pdl a partire da quelli locali". "Misurarsi congressualmente - ha aggiunto Fini - a livello locale e nazionale, significa anche discutere su chi ha la capacita' di dare indirizzi e di prospettare obiettivi".
Federalismo si, ma solidale
Il federalismo e' una grande opportunita' ma anche un rischio enorme per alcune regioni del centrosud se si limitano alcune prerogative costituzionali come l'istruzione e la salute. Non e' a rischio l'unita' nazionale, ma la coesione nazionale. La Lega - ha sottolineato Fini - si puo' irritare quanto vuole, ma il fatto e' che bisogna lavorare per il federalismo solidale".