Cialente: "Li prego in ginocchio di non sfrattare gli sfollati". Chiodi chiede un incontro urgente a Tremonti. Gli albergatori tranquillizzano: "Non vogliamo cacciare nessuno"
Gli operatori turistici che ospitano gli sfollati vantano arretrati per 70 milioni di euro e alcuni avrebbero addirittura minacciato di sfrattare i senzatetto. Ci sono imprese che attendono i pagamenti di lavori effettuati ai tempi del G8 aquilano. E il presidente della Regione Gianni Chiodi ammette che i fondi non ci sono. È assai complicata la situazione economica a un anno e mezzo dal sisma che ha sconvolto L'Aquila e dintorni. Sulla questione dei debiti si terrà un incontro venerdì 23 luglio a Roma che lo stesso Chiodi ha chiesto con urgenza al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.
A rilanciare la vicenda dei mancati rimborsi agli hotel è stato un articolo apparso il 20 luglio sul quotidiano Il Centro, secondo cui alcuni albergatori della costa non sarebbero più in grado di ospitare i terremotati. "Siamo allo stremo delle forze", ha detto il titolare di un hotel di Alba Adriatica: "In queste condizioni non si può ospitare nessuno" altirimenti ci sarà il fallimento. La conferma arriva dal sindaco dell'Aquila Massimo Cialente: "Non ci sono soldi per coprire le spese dell'emergenza e garantire l'assistenza agli sfollati", il mancato rimborso "è un problema comune a decine di strutture alberghiere della costa e dell'entroterra. La scorsa settimana ho pregato in ginocchio un albergatore aquilano di non sfrattare gli sfollati, del resto se i pagamenti non arrivano, queste imprese rischiano il lastrico". Nel frattempo il commissario delegato per la ricostruzione ha comunicato che le persone nelle strutture ricettive sono 3.127 su un totale di 55.870 assistiti.
"I pagamenti vanno a rilento - conferma Daniele Zunica, presidente di Assoturismo (Confindustria) Abruzzo. "Finora - spiega - abbiamo ricevuto il saldo completo fino ad agosto dell'anno scorso e gli acconti fino a novembre, è una situazione che ci mette in difficoltà. Più volte abbiamo sollecitato la Protezione civile e la Regione chiedendo questi pagamenti, anche con lettere e appelli al governatore Chiodi. Però è esagerato dire che non possiamo più ospitare gli sfollati. Faccio appello a tutti gli albergatori di buon senso, anche perché, se da una parte il ritardo dei pagamenti può mettere in difficoltà, è anche vero che in condizioni normali l'anno scorso non ci sarebbe stato il tutto esaurito". Zunica racconta anche che nei mesi scorsi il consorzio turistico privato "Costa dei parchi" ha proposto alla Regione di ospitare gli sfollati per 50 euro in pensione completa, contro i 65-70 che le istituzioni spendevano. "Ci sarebbe stato un bel risparmio ma non c'è stato mai risposto nulla". Chi minaccia lo sfratto, conclude Zunica, "dimentica l'esistenza del rischio d'impresa e non può infangare il lavoro di un'intera categoria, fatto in silenzio e senza la ?caccia allo sfollato'. Noi non vogliamo cacciare nessuno".
Il vicepresidente di Federalberghi (Confcommercio) Abruzzo, Gianmarco Giovannelli, conferma le difficoltà economiche ma smorza i toni allarmistici: "Non possiamo ignorare la necessità di ottenere con urgenza una considerevole riduzione dei tempi per i pagamenti delle fatture agli operatori turistici. Abbiamo scritto un'importante storia, morale e professionale, alloggiando 35mila persone in un batter d'occhio. Ora è tempo di avere una risposta concreta. Siamo certi che l'impegno di Chiodi, che ha preso di petto la situazione, assieme all'impegno della Protezione civile regionale e nazionale, daranno risultati positivi", Intanto, aggiunge, "dobbiamo assicurare agli aquilani la tranquillità che meritano. Vorrei anche ricordare che oggi è possibile attivare trasferimenti in altre strutture ricettive, perché è finita la fase della prima emergenza. Insomma, non diciamo di ?mettere i terremotati alla porta', ma non possiamo aspettare troppo a lungo i rimborsi, altrimenti è difficile fare un programma per il futuro".