I soldi sono finiti oppure ci sono? La domanda resterà in sospeso ancora per molto perché la risposta non è mai una sola, univoca, certa. E, allora, i soldi per qualcuno ci sono e per altri sono finiti. Ogni tanto, però, si leva alta la voce di un imprenditore o di un cittadino, di un'azienda o di un albergo, per reclamare il pagamento di un "conto". «I soldi sono finiti» ha ripetuto il sindaco Massimo Cialente, anche ieri, spiegando all'AdnKronos che «non è un mantra da appestati, bensì la realtà drammatica nella quale si trovano gli enti e le istituzioni impegnati nella gestione e ricostruzione del post terremoto». «La questione non è che finché c'era la Protezione civile funzionava tutto e ora che ci sono gli enti locali a gestire i problemi tutto è fermo - ha sostenuto Cialente, intervenendo nella polemica sollevata da un albergatore che minaccia di sfrattare i terremotati a causa del mancato pagamento da parte della Regione -. La realtà è che i soldi sono finiti. In questo momento ci troviamo con 70 milioni di buco con tutti gli albergatori. Gli ultimi acconti sono stati pagati ad agosto, settembre e ottobre, ma sempre dalla Regione, soldi sempre gestiti dal presidente Chiodi. Chiaramente, allora, i soldi arrivavano». E poi cosa è successo? «Dal mese di novembre non è arrivato più un euro. Dopo di che ci sono arrivati 122 milioni di euro, con i quali abbiamo dovuto pagare parecchie cose, e per gli alberghi sono rimasti solo 20 milioni, per cui gli albergatori avanzano in questo momento 70 milioni». «Non si tratta solo dell'albergatore che ha chiesto agli sfollati di liberare le stanze del suo hotel - ha continuato Cialente -, tutti gli altri vengono da me a reclamare, minacciare, vanno da Chiodi. Dobbiamo finire di pagare ancora il 2009 e gennaio 2010 e poi dobbiamo pagare i mesi successivi». «Il problema è che i soldi dell'emergenza non so dove si trovino - ha detto ancora Cialente -. Parlando con il Ministero, sembra che da qualche parte i soldi ci siano, che sia rimasto qualcosa alla Protezione civile, ma la Protezione civile dice di non averli». Come si esce dalla situazione? «L'unica è che Tremonti accetti di incontrarsi con me e con Chiodi, almeno vorremmo spiegare. Io ormai Tremonti lo chiamo due volte a settimana, ma non ho mai avuto il piacere di poterci parlare. Sembriamo un po' degli appestati, non so, la situazione è tragica». «Il problema riguarda anche l'autonoma sistemazione - ha concluso il sindaco -. Alcuni cittadini sono venuti in Comune a protestare perché siamo fermi a marzo, ma allo stato attuale la nostra ammministrazione ha già anticipato allo Stato 15 milioni di euro». Il senatore del Pd, Luigi Lusi, intanto, ha annunciato una interrogazione parlamentare alla presidenza del Consiglio: «Il governo confermi se corrisponde al vero che gli albergatori della zona di Teramo sarebbero costretti a sfrattare gli aquilani dalle loro strutture perché la Regione non pagherebbe le spese per l'accoglienza. Se ciò rispondesse a verità, il governo dovrebbe dimettersi di fronte all'ennesimo, inaccettabile schiaffo all'Aquila e all'Abruzzo».