ROMA - Utilizzare sul territorio, per realizzare infrastrutture dei trasporti nel Lazio, le risorse che arrivano all'Anas dalla nuova soprattassa sul grande raccordo anulare. Con tre possibili alternative da mettere in campo, nel breve periodo: investire i soldi nella realizzazione della nuova via Pontina, realizzare una tessera che preveda sconti per i pendolari che utilizzano il Gra tutti i giorni, rinegoziare il contratto di servizio con Autostrade, in modo che sia proprio questa società a sobbarcarsi i costi della manovra ed, eventualmente, a fornire i fondi necessari per le nuove infrastrutture. È il quadro che Gianni Alemanno ha presentato ieri al ministro dei Trasporti Altero Matteoli e al presidente dell'Anas Pietro Ciucci. Con una priorità: a monte di ogni discorso, bisogna attendere lo sblocco, previsto domani al Cipe, delle risorse necessarie a costruire la tratta centrale della linea C della metropolitana di Roma, da San Giovanni al Colosseo. Uno stanziamento per il quale il pre-Cipe ha già dato il suo via libera.
Il sindaco di Roma, accompagnato dall'assessore capitolino alla mobilità Sergio Marchi, è stato chiaro nell'esporre le richieste che arrivano dagli automobilisti romani e dai pendolari, ora colpiti dal nuovo pedaggio pro-Anas: «Con il ministro abbiamo cominciato un lavoro che proseguirà entro la fine del mese, in accordo con il ministero dell'Economia e del Cipe - spiega Alemanno - Tutto questo, però, con una precondizione: lo sblocco dei fondi per la metro C». Il finanziamento complessivo per la tratta San Giovanni-Colosseo è di 790 milioni, di cui 95 arriveranno dalla Regione Lazio, 142 dal Comune di Roma e 554 dal Governo.
Fatto, questo, Alemanno e Matteoli si incontreranno di nuovo, entro la fine di luglio, per valutare le tre ipotesi avanzate dal Campidoglio: «La prima è quella di mantenere gli investimenti sul territorio - sottolinea il sindaco della Capitale - e cioè riutilizzare le risorse degli aumenti del pedaggio sulle entrate a Roma del Grande raccordo anulare per finanziare integralmente il rifacimento della Pontina. Ora ci sono 460 milioni e ne mancano circa 600». Secondo Alemanno, poi, si potrebbe «creare una tessera del pendolare, che garantisca uno sconto per chi transita più volte nel corso del mese attraverso i caselli, riducendo così al minimo gli aumenti per i pendolari».
Ma l'ipotesi più ambiziosa, che per l'inquilino del Campidoglio «va perseguita con un impegno serio del Governo, è completare la rinegoziazione del contratto di servizio con la Società Autostrade, così si può non aumentare il pedaggio, ma fare in modo che i soldi che servono al governo per la manovra vengano da quella società». Alemanno privilegia «la terza ipotesi, ma in subordine un mix di tessera e stanziamenti per la Pontina potrebbe essere il giusto compromesso».