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Pescara, 23/06/2026
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Data: 22/07/2010
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Trasporti, cala la mannaia: «Meno tratte biglietti più cari e posti di lavoro a rischio» L'allarme Assessori e dirigenti delle aziende a confronto sui tagli della manovra

PADOVA - Nella migliore delle ipotesi, prendendo a esempio la città di Padova, il biglietto di autobus e tram aumenterebbe da 1 euro e 10 centesimi ad un euro e mezzo. E Aps-Holding, l'azienda che gestisce il trasporto pubblico urbano e di cui il Comune di Padova detiene oltre il 70% delle quote azionarie, sarebbe costretta a licenziare una quarantina di dipendenti. Nello scenario peggiore, invece, il cosiddetto titolo di viaggio crescerebbe addirittura fino a due euro. E i lavoratori da mandare a casa, «dall'oggi al domani», diventerebbero più di 80. Così a Padova come in tutto il Veneto, se i tagli previsti dalla manovra governativa in corso di approvazione al Parlamento dovessero presto diventare realtà, con ripercussioni pesantissime nel comparto dei trasporti pubblici. I protagonisti veneti del settore si sono dati appuntamento, ieri a Padova, per un incontro dalle tinte molto fosche. «Com'è ovvio - spiega il presidente di Actv (l'azienda che gestisce i vaporetti e gli autobus nel Veneziano), Marcello Panettoni, presente alla riunione anche nella veste di leader di Asstra, l'associazione nazionale che raggruppa oltre 200 aziende di trasporto pubblico locale - qualora le risorse statali dovessero diminuire in maniera così drammatica, non potremo permetterci, dalla sera alla mattina, di aumentare le tariffe di biglietti e abbonamenti del 40 o, peggio, dell'80%. Quindi, se il governo non cambierà idea e le Regioni non si metteranno di traverso, saremo obbligati a ridurre i servizi. Che, tradotto, significherà eliminare interamente alcune linee. E di conseguenza - ragiona Panettoni - con meno linee da coprire, dovremo fare a meno di diversi dipendenti. Quanti? Beh, a seconda dell'entità dei tagli, in Veneto sarebbero a rischio tra i 500 e i mille lavoratori». La manovra licenziata dal Senato, infatti, ha stabilito una diminuzione compresa tra il 10 e il 20% dei trasferimenti governativi destinati alle compagnie di trasporto pubblico locale: «Sarebbe un attacco pesantissimo allo stato sociale - chiosa il presidente di Actv ed Asstra - e, direttamente, al milione e mezzo di persone che, in Veneto, ogni giorno, utilizzano autobus, tram o vaporetti per gli spostamenti di lavoro o di studio». Parole come pietre, pronunciate ieri mattina a Padova, dove il vicesindaco Ivo Rossi ha raccolto attorno allo stesso tavolo gran parte degli assessori veneti alla Mobilità, al di là del colore politico differente: il veneziano Ugo Bergamo e i vicentini Antonio Dalla Pozza e Cristiano Sandonà, il veronese Gualtiero Mazzi e la rodigina Nadia Romeo.

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