Può darsi che tra qualche mese si trovino a sgomitare uno contro l'altro in campagna elettorale, certo è che tra il sindaco Chiamparino e il governatore Cota continua a regnare una suprema concordia istituzionale, incrinata solo da Tremonti (ultimamente nel mirino del sindaco ma difeso a spada tratta dal governatore) e dai timori del Carroccio sull'opa che Chiamparino vorrebbe tanto piazzare sull'elettorato che oggi vota Lega.
L'ultima alleanza è stata siglata ieri: la Regione entra con una quota del 50 per cento in Infra.To, la società che gestirà le infrastrutture (metropolitane, ferrovie e tranvie) e si occuperà delle nuove opere, a cominciare dal completamento della linea 1 fino a piazza Banegasi, la tratta Rivoli-Cascine Vica e il progetto della linea 2. Ed entrerà, sempre al 50 per cento, anche in Eth, la holding scorporata in tre società che gestirà il trasporto pubblico: Gtt per bus, tram e metrò (la cui governance spetterà a Palazzo Civico); Ferro Torino per l'area metropolitana (governance mista); Ferro Regione per il trasporto ferroviario (governance in capo alla Regione). «Non aveva senso muoversi in direzioni diverse su un fronte che invece ha bisogno di una gestione coordinata», ha spiegato Cota.
Con Infra.To - nelle cui casse la Regione verserà 35 milioni per il metrò fino a Lingotto e altrettanti per la tratta fino a piazza Bengasi - si punterà a creare una cassaforte capace di generare i fondi utili a finanziare nuovi investimenti. «Sarà strategica per progettare le opere del futuro, visto che probabilmente non potremo più fare molto affidamento sulla finanza pubblica», sostiene Chiamparino. Con la holding, invece, si darà vita a una gestione integrata del servizio, che avrà come punto nevralgico Torino ma mira a estendersi ben oltre. «Vogliamo ridisegnare il sistema dei mezzi pubblici per evitare sovrapposizioni e rinnovare il parco veicoli», dice l'assessore regionale ai Trasporti Barbara Bonino. Per centrare l'obiettivo la Regione stanzierà 60 milioni per nuove tranvie e 220 autobus.
La Regione ha deciso di confermare anche per il 2010 i 25,7 milioni stanziati per i servizi minimi e i 20 milioni per il funzionamento della metropolitana: una boccata d'ossigeno per Gtt, dopo che il contributo era stato inizialmente ridotto a 16 mettendo a rischio la continuazione del servizio. Confermati anche i finanziamenti per quattro parcheggi torinesi.
La nuova Gtt parteciperà alla gara unica per l'assegnazione di servizi di trasporto urbani e suburbani e gestione di sosta e parcheggi che l'Agenzia per la mobilità ha sbloccato. E a chi, come Rifondazione comunista, ha lanciato l'allarme sulla privatizzazione di Gtt, ieri ha risposto Chiamparino: «Nessuna privatizzazione, ma procedure competitive con cui si affida un servizio».
Sullo sfondo resta il modello Lombardia: Gtt come le Ferrovie Nord, società a partecipazione pubblica che in alleanza con Trenitalia gestisce il trasporto ferroviario regionale. L'assessore Bonino è stata chiara: «Gtt deve espandersi anche nel resto della Regione». Potrebbe essere la chiave per aggirare la gara per il trasporto ferroviario indetta dalla giunta Bresso. «I nostri legali stanno analizzando il bando», spiega Bonino. «Ci sono alcuni vizi. La procedura è stata bloccata. E chissà se mai ripartirà.