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Pescara, 23/06/2026
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Data: 22/07/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Tremonti: «Un suicidio nuove tasse. Non servirà un'altra manovra». Sulle quote latte maggioranza battuta per l'uscita della Lega

ROMA Il Paese ha capito la manovra, che è stata impostata come un intervento di aggiustamento sul lato della spesa pubblica perché «sarebbe stato un suicidio aumentare le tasse». Il ministro dell'Economia ieri è andato due volte in Parlamento: la prima, di buon mattino, per illustrare la manovra alla commissione Bilancio della Camera, la seconda nel primo pomeriggio per parlare di federalismo fiscale davanti all'apposita commissione bicamerale. I due temi sono in qualche modo connessi, visto che secondo Tremonti proprio nell'attuazione del federalismo potrebbe essere trovata una soluzione (la famosa «quadra») ai problemi posti dalle Regioni. Proprio oggi il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare il primo decreto attuativo, quello che riguarda i fabbisogni di Comuni e Provincie: la scelta è per un metodo concertativo, che esclude quindi la definizione ex ante di cifre per quantificare i costi delle varie funzioni amministrative. La metodologia sarà quella già usata per gli studi di settore.
A Montecitorio il ministro ha risposto alle principali obiezioni mosse all'impianto della manovra. Come quella, appunto, relativa al peso dei tagli: sarebbe stato impossibile spingere di più sul pedale delle entrate perché «se aumenti le tasse per finanziare livelli di spesa insostenibili fai la cosa opposta rispetto alla cosa che viene considerata giusta». Quanto alla ripartizione del sacrificio tra i vari livelli istituzionali, Tremonti ha respinto le critiche delle Regioni (che lamentano tagli eccessivi a loro carico) invitando a fare una valutazione complessiva: «Negli anni passati l'incidenza degli interventi sulla spesa centrale era stata molto maggiore».
Il pubblico impiego è un altro settore pesantemente coinvolto nei risparmi. Il ministro ha detto di aver visto «un altissimo senso di responsabilità dal basso, dalle categorie interessate», aggiungendo con riferimento a categorie quali dirigenti, magistrati e ambasciatori, che «per la prima volta si toccano un po' alcuni papaveri». Mentre con riferimento alle specifiche proteste dei medici, culminate in uno sciopero, la risposta è che la principale norma contestate, ossia l'estensione al settore della sanità del blocco del turnover (il rimpiazzo dei lavoratori che vanno in pensione) in realtà non è contenuta nel testo.
Tremonti ha poi respinto l'ipotesi che la manovra possa rivelarsi insufficiente, e che quindi in autunno possa servirne un'altra. «Mi dispiace per chi lo spera - ha detto - ma non credo ci sarà il crollo del mio Paese questo autunno: ci sarà una tenuta complessiva del bilancio pubblico».
Parlando quindi di federalismo fiscale il ministro ha ribadito il proposito di muoversi «con prudenza, senza rischiare». Per quanto riguarda i Comuni la direzione è quella che prevede prima l'unificazione di 24 tributi attualmente esistenti, tra cui l'Ici ed altri attualmente in capo allo Stato, ed in un secondo momento eventualmente la loro unificazione. Che comunque dovrebbe lasciare esente la prima casa perché questa è «un bene costituzionale».
Ieri intanto in un'altra commissione della Camera, quella dedicata all'Agricoltura, si è consumata una nuova puntata dello scontro interno alla maggioranza sulle quote latte. Con un solo voto di scarto è stato respinto il parere favorevole alla manovra, che la commissione è chiamata a dare per i temi di sua competenza. Il testo infatti pur esprimendo il via libera conteneva critiche alla norma, voluta dalla Lega, che rinvia il pagamento delle multe europee per gli allevatori che hanno superato i limiti di produzione di latte. Per questo i deputati leghisti non hanno partecipato al voto, provocando la sconfitta della maggioranza. E proprio con lo stato maggiore leghista, guidato da Bossi, ha cenato ieri sera a Roma Giulio Tremonti: occasione, i saluti prima delle vacanze estive.

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