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Pescara, 23/06/2026
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Data: 22/07/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
L'attacco di Di Primio, guerra sanitaria nel Pdl. Piano di riordino, il Governo manda a casa la Regione: chiarimenti entro il 30 luglio, altrimenti guai

PESCARA - Nè Caro nè Gentile. Va subito al sodo il sindaco di Chieti Umberto Di Primio, le cordialità le lascia alla fine ma così, giusto perchè le buone maniere vanno salvaguardate: il piano operativo sulla sanità è una vergogna scrive il primo cittadino in una lettera di fuoco al presidente della Regione Gianni Chiodi, e se lo dice Di Primo l'hanno pensato almeno in tre, lui Fabrizio Di Stefano e Mauro Febbo. Il segnale che la guerra nel Pdl abruzzese sulla sanità è bella che scoppiata. Due pagine fitte e dense di accuse, la prima la più pesante è quella condivisa dall'opposizione: il piano fa figli e figliastri e come al solito privilegia Teramo, la città di presidente e assessore. Giornataccia per Chiodi che torna da Roma ieri pomeriggio con una lunga lista di chiarimenti richiesta dal governo, l'incontro è aggiornato al 30 luglio e la Regione si dovrà presentare con le correzioni richieste, altrimenti guai.
Va subito al sodo Di Primio, che accusa Chiodi di non aver informato i sindaci: «Ho avuto modo di leggere il piano operativo, chiaramente si tratta di una copia avuta per gentile concessione di un amico, visto che la Regione non ha ritenuto inviarlo ufficialmente ai sindaci». Ma non si tratta solo di forma, il sindaco denuncia il drastico «dimezzamento del numero di posti letto dedicati all'area Cardiovascolare», a favore dell'ospedale di Teramo «che vede raddoppiati i posti letto della Cardiologia». «Legittimo pensare che non volendo prevedere due Cardiochirurgie in Abruzzo, si stia tentando di soffocarne una per agevolare l'altra». E senza che sussistano i meriti: l'affondo è sui criteri seguiti per privilegiare la città del presidente a scapito di Chieti, e Di Primo ricorda che la gestione della Asl teramana non è certo virtuosa, e che anzi «ha la più alta percentuale di mobilità passiva, sia per i ricoveri ordinari che per quelli in day hospital». Mentre la mortalità per bypass coronarico a Chieti «è inferiore all'1% rispetto al 2,6% della media italiana». In attesa di cortese, sollecito cenno di riscontro, Di Primo invia cordialità. Si fa per dire. A ruota lo segue il consiglio comunale che annuncia una assemblea straordinaria: segnali di fuoco. Dalla parte dei sindaci anche il Pd, «in Abruzzo c'è una legge-bavaglio - dice Claudio Ruffini - Chiodi, Baraldi e Venturoni sulla sanità se la cantano e se la suonano, in barba alla richiesta dei cittadini di maggiore spazio di confronto». Una presa in giro secondo Carlo Costantini dell'Italia dei Valori, «sono stati presi in giro i sindaci e gli abruzzesi ai quali Chiodi per coprire la sua inettitudine, si rivolge scaricando le colpe su chi c'era prima ed omettendo di precisare che degli ultimi dieci anni la sua parte politica ne ha governati sette, e che proprio quei sette coincidono con la produzione della gigantesca voragine che oggi costituisce il debito della Regione». Sulla stessa linea Silvio Paolucci segretario del Pd: «Il debito-boom è nato negli anni del centrodestra, passando da 300 milioni a 1.700 milioni di euro. Erano anni di regole calpestate e regalie ad alcune cliniche private». Costantini si appella a Pagano, «non può consentire - dice - che una intera regione venga presa in giro». A stretto giro la risposta del presidente del consiglio regionale: «In Abruzzo la Sanità è commissariata e, pertanto, il percorso di risanamento e di riordino del sistema sanitario ha parametri stabiliti direttamente dal governo. Ricordo a Costantini che l'Assemblea è il luogo istituzionale in cui si discute e si legifera ed eviterei, dunque, di trasformarlo in una sede di propaganda politica».

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