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Pescara, 23/06/2026
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22/07/2010
Il Messaggero
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'Ndrangheta e Camorra, mani sulla città. Confermati i sospetti sui tentativi, da parte della criminalità organizzata, di partecipare agli appalti del dopo terremoto |
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Non c'era soltanto la "cricca". Anche Camorra e 'Ndrangheta hanno tentato di mettere le mani sugli appalti della ricostruzione post sisma, seppur, fino a oggi, non sembra che i tentativi siano andati a buon fine. Il sospetto iniziale sta trovando riscontri in diverse inchieste della magistratura, avviate su altri episodi e in altre realtà, che evidenziano "collegamenti" con L'Aquila, spesso attraverso un prestanome o una società costituita ad hoc. Al "banchetto", insomma, avrebbero voluto sedersi in molti, ma ognuno ha seguito una strada diversa. I "movimenti" non sono passati inosservati e i controlli, pare, abbiano permesso di scoprire i tentativi di infiltrazione, ancora oggetto di indagine perché non è escluso che qualcuno sia riuscito a lavorare, magari contando sul fatto di aver avviato "contatti" anche prima del sisma. Comunque, proprio attraverso l'attività di monitoraggio costante delle società, che chiedono di venire in città per svolgere lavori, il pool dell'interforze è ancora una volta riuscito a far revocare due certificati antimafia nei riguardi di due società del Nord Italia in cui tra i membri dei Consigli di amministrazione figuravano persone vicine alla criminalità organizzata. Anche in questo caso le indagini proseguono. Sul "caso" Cosbau e le mani della ?Ndrangheta sulla ricostruzione, nel frattempo, proseguono le indagini da parte della Sezione criminalità organizzata (Sco) della Questura dell'Aquila, diretta da Salvatore Gava, e della magistratura milanese. La società "Perego general contractor", amministrata di fatto da Andrea Pavone, arrestato con il boss Salvatore Strangio, nell'ambito della maxi operazione contro la ?Ndrangheta, tentò di "conquistare" la Cosbau spa, azienda trentina che si occupa di costruzioni e anche di edifici prefabbricati destinati alle famiglie terremotate del recente sisma in Abruzzo. Il progetto, però, fallì. Ma sul caso nei mesi antecedenti la chiusura delle indagini da parte dei pm milanesi c'erano state delle segnalazioni da parte degli organi investigativi dell'Aquila che, a seguito di controlli incrociati con i carabinieri del Reparto operativo e del Gruppo d'investigazione sulla criminalità organizzata (Gico) delle Fiamme gialle dell'Aquila, avevano evidenziatoo non solo le esposizioni finanziarie della Cosbau (che ha svolto lavori per circa 30 milioni di euro per il progetto Case a Coppito 2, Pagliare di Sassa, Cese di Preturo e Sant'Antonio), ma i passaggi di quote azionarie di alcuni membri della società. E sono stati proprio gli "strani" passaggi ad aver indotto gli inquirenti a focalizzare le attenzioni sulla società e sugli interessi da parte di soggetti legati alla ?Ndrangheta. Nel frattempo sempre il gruppo interforze aveva provveduto a segnalare la società del Trentino Alto Adige alla Prefettura dell'Aquila per una serie di irregolarità nei subappalti che l'hanno portata a non ottenere le somme spettanti dallo Stato. Sono almeno cinquanta le società sulle quali si stanno portando avanti una serie di accertamenti. E non è finita.
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