PESCARA. «Sono le 21 e alcune persone sono alla stazione di Pescara ad aspettare l'autobus per tornare a casa: ma aspettano invano». E' l'inizio della lettera sulla corsa saltata Pescara-Spoltore inviata da Francesca De Leonardis. «L'autobus non arriva: è l'ultima corsa della giornata, non si può aspettare la successiva. Qualcuno fa delle telefonate e, dagli uffici dell'Arpa, arrivano risposte tutt'altro che soddisfacenti: l'autobus si è rotto, non può essere sostituito perché anche altri due mezzi hanno subìto la medesima sorte e vengono accampate scuse avvalendosi del fatto che il temporale scoppiato ha causato dei disagi. Alla domanda su come avrebbero dovuto fare tutte le persone in attesa per tornare a casa, non è stata offerta soluzione: di rimborsare le spese per un eventuale taxi neanche a parlarne, chi ha risposto alle telefonate non poteva assumersi la responsabilità di una tale assicurazione. Ci si è dovuti organizzare e chiedere a qualcuno di andare a prenderli. E così, chi ha scelto di viaggiare con mezzi pubblici piuttosto che privati, come tante campagne in difesa dell'ambiente ci invitano a fare, si è trovato ad affrontare un disservizio che oltre a danneggiare i propri clienti non si dimostra all'altezza di un futuro più verde».