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Pescara, 23/06/2026
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Data: 23/07/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Ma lì riusciamo a fare i lavori?» Il gip di Napoli: «Pronti a sfruttare la catastrofe pochissime ore dopo»

«...perché io devo... c'ho appuntamento co... con quello di Firenze... però non ho neanche i soldi per andare sopra... poi sto a preparare tutto un discorso della ricostruzione di qua...». Sono numerose le telefonate intercettate tra Antonio Cerasoli e Michele Gallo, che si rivolge all'imprenditore aquilano chiamandolo: "Dottò", sia prima, sia dopo il terremoto (anche alle 10 del 7 aprile 2009). Il 3 febbraio 2009, per esempio, Cerasoli chiama Gallo e gli chiede: «Senti un po', eh, mi servirebbero altri 4.000. Me lo puoi fare sullo stesso conto? Eh, poi mi fai fare il solito fax così almeno metto a posto un'altra cosa». Nel prosieguo del colloquio, Cerasoli fa presente a Gallo - a dimostrazione, scrive il gip, «della esistenza tra di loro di uno stabile rapporto di contribuzione finanziaria del secondo verso il primo» - che a breve provvederà alla restituzione di una parte di quanto da lui dovuto all'interlocutore poiché egli è in attesa di «un contributo di 92.000 euro erogato da un ente pubblico, tra cui te li ridò sicuramente quei 30 che avevamo fatto, poi l'altro lo vediamo». Al riguardo, Cerasoli afferma di essere in procinto di trasmettere un documento attestante «lo stato d'avanzamento, l'ho già preparato per 68.000 euro». Il 3 febbraio 2009 la Gallo costruzioni fa un bonifico dell'importo di 4.000 euro in favore di A.T., moglie di Cerasoli. Inoltre, dall'estratto del conto corrente intestato alla Gallo costruzioni, viene individuato un ulteriore bonifico, dell'importo di 16.000 euro, fatto il 27 gennaio 2009 sempre in favore della moglie. Il 7 aprile 2009, alle 10, Cerasoli chiama Gallo e «discutono sull'impossibilità per Gallo di effettuare un bonifico in favore di Cerasoli a causa del danneggiamento delle sedi di più istituti di credito aquilani», fissando un appuntamento per il 9 aprile, giorno in cui il primo consegnerà al secondo in contanti la somma richiesta. Gallo, poi, «pronto a sfruttare il disastro naturale per il clan pochissime ore dopo la catastrofe», dice: «...ora lasciamo perdere i...i... quello che è successo..., dico, ma a livello di lavoro ora come funziona?». Cerasoli: «...dobbiamo aspettare un attimo, penso una...una settimana dieci giorni per vedere come...come seguitano queste cazzo di scosse anche perché poi bisogna vedere anche eh...come alloggiare praticamente Agostino (Mastroianni) e gli altri...». Gallo, evidentemente non soddisfatto dalla risposta, chiede: «Ma voi come state... come state situato... riusciamo a fare i lavori no?». Cerasoli ribadisce: «Sì... sì a farli sì, si può fare anche per la zona di Ocre è stata quella meno colpita, proprio non... eh... non... non ci stanno problemi là...grosso modo insomma al 90% ora non è che uno...». Gallo: «...no dico lì...lì a fare i lavori lì... voi... noi... c'abbiamo come fare no?». Cerasoli: «Ah sì! Poi le altre cose non è un problema... anzi dopo ti spiego pure a voce quello che... che...dobbiamo fa'». Il 13 aprile 2009, alle 12.04, Gallo informa il cognato Pagano che l'indomani avrebbe dovuto recarsi insieme a lui ad Ateleta per visionare un lavoro la cui esecuzione era stata affidata a Cerasoli: «Senti...dovremmo andare a vedere un lavoro sempre qui vicino Ateleta...e bisogna fare...tutte cose di marciapiedi...cono 180.000 di lavoro... questi hanno dato tutto...tutte le cose in mano a lui...al dottor Cerasoli...». Il 28 aprile 2009, alle 9.09, Gallo chiama Cerasoli e si informa su un carnet di assegni: «...dottore sentite voi l'avete preso il blocchetto? dottò, diciamo, la banca là dice di portare altri assegni altrimenti non me li può dare...». Alle 13.40 altra telefonata, in cui Gallo invita Cerasoli alla creazione di un soggetto giuridico da utilizzare per l'affidamento dei lavori per la ricostruzione: «Vi volevo dire una cosa, voi incominciate a trovare l'ufficio dove... diciamo possiamo fare la sede operativa... eh...incominciate a trovà... che io la settimana prossima, vengo pure io sopra no?... così porto il cartaceo, porto tutto e facciamo... d'accordo? Ciao dottò...». Cerasoli: «Eh certo, certo...».

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