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Pescara, 24/06/2026
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Data: 23/07/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Del Turco, torna a galla un buco da 100 milioni. Chiodi: «Manfrina del centrosinistra: non destinò i proventi delle tasse al risanamento del deficit»

PESCARA - La pagina più nera della storia della Regione Abruzzo emerge dalle pieghe dei bilanci delle Asl soltanto una settimana fa con tre anni e sei mesi di ritardo nonostante tavoli di monitoraggio mensili, verifiche trimestrali, nonostante gli evviva e le lodi del ministro Fazio. Lo annuncia Gianni Chiodi in una conferenza stampa convocata in pompa magna ieri mattina, «una brutta notizia» dice, «una pagina nera che più nera non si può». Un nuovo buco nel bilancio della sanità di 101 milioni di euro. Brutta ma fino a un certo punto, dal suo punto di vista: perchè mette una croce addosso tutta sulle spalle del centrosinistra negli anni 2006-2007. Non come per la Sanitopoli, dove la linea di confine delle responsabilità giudiziarie tra destra e sinistra è molto più labile.
Chiodi si presenta negli uffici della Regione in viale Bovio con la soluzione già pronta nel cassetto, per restituire quei soldi allo Stato userà i fondi Fas. Lo stesso escamotage che il governo ha negato a Lazio, Calabria, Campania e Molise lo accorderà invece all'Abruzzo grazie «alla sua gestione virtuosa». Chiodi è sicuro, manca solo l'ufficialità rimarca soddisfatto al microfono con l'assessore alla Sanità Lanfranco Venturoni, la presidente della Commissione Sanità Nicolettà Verì, la sub commissaria Giovanna Baraldi e il direttore dell'Agenzia sanitaria Ferdinando Romano. Il nuovo buco viene a galla solo ora perchè solo ora il governo ha disposto una verifica degli stati patrimoniali delle Asl, assicura Chiodi. Ma bisogna metterci una pezza comunque, e al più presto. I fondi Fas sono l'unica soluzione possibile, altrimenti il rischio è il ricorso a un aumento delle tasse.
Una «manfrina, una sveltina» delle peggiori da parte della giunta Del Turco, dà origine al buco da 101 milioni. E' Chiodi a raccontarne la genesi: «Tutte le risorse fiscali del 2006, anzichè essere destinate alla copertura delle perdite del sistema sanitario così come prescriveva la legge, vennero dirottate sul bilancio regionale». Si tratta del gettito fiscale proveniente dagli aumenti di Irap e Irpef che gli abruzzesi hanno pagato per assicurare il pareggio di bilancio ma che invece, spiega Chiodi, il centrosinistra destinò ad altri scopi. Per coprire il deficit della sanità, invece Del Turco mise a punto un piano per vendere gli immobili di proprietà delle Asl, cosa che poi la Regione non fece. Quindi il buco è rimasto scoperto. Una beffa dietro l'altra, rincara il presidente della Regione: «Infatti dei 660 milioni di euro di risorse aggiuntive del fondo sanitario nazionale che la Regione ebbe dallo Stato nel 2006 per ripianare la montagna di debito accumulata negli anni, ne furono utilizzati ben 197 per finanziare il bilancio regionale. Causando il commissariamento della Regione».
Dopo la brutta notizia, quella buona. Il ministero ha dato un sostanziale via libera al piano di riordino della rete ospedaliera, a parte le osservazioni sul personale e la spesa farmaceutica. Poi Chiodi respinge al mittente le accuse di campanilismo, Teramo non ha avuto di più bisogna considerare la base di partenza, di sostenitore delle cliniche private, «io sono l'unico presidente di Regione che i privati manco li conosce», di tagliatore duro, «Fazio chiedeva che ci fossero solo 9 ospedali, noi ne abbiamo lasciati 16», di quello che non si confronta, «i sindaci li incontrerò domani». C'è una differenza abissale «tra noi e loro», dice Chiodi, tra centrodestra e centrosinistra: «C'era un sistema frutto di complicità diffuse, tutti sulla stessa barca tanto pagava Pantalone, tutti responsabili dalla Regione ai privati, a Villa Pini all'Aiop, c'erano lobby politiche, imprenditoriali, sindacali, professionali. E mancava il coraggio politico di invertire la rotta, finchè il sistema è esploso».

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