LANCIANO - «Alla Sevel siamo arrivati agli atti intimidatori, con minacce di licenziamento nei confronti dei lavoratori assenti per malattia e che hanno presentato un regolare certificato medico». La denuncia arriva dal segretario generale provinciale della Fiom-Cgil, Marco Di Rocco, che parla di «inizio della Pomiglianizzazione dello stabilimento del Gruppo Fiat di Val di Sangro». Situazione sempre molto tesa, quindi, nella più grande azienda d'Abruzzo (6 mila dipendenti), toccata in modo massiccio dalla cassa integrazione e dove nei giorni scorsi c'è stato uno sciopero di tutti i sindacati per il mancato pagamento del premio di risultato 2010.
A corredo delle sue dure dichiarazioni, Di Rocco rende noto il testo di una lettera che la Sevel ha inviato a un lavoratore - e secondo la Fiom di questa lettere ce ne sarebbero decine - in cui si contestano le troppe assenze per malattia nel primo semestre 2010. La direzione Sevel scrive, tra l'altro, al dipendente che «pur non contestando la validità delle certificazioni delle assenze per malattia, perdurando una discontinuità nella prestazione lavorativa, si riserva ulteriori e più approfondite valutazioni e decisioni in merito alla prosecuzione del suo rapporto di lavoro con la nostra azienda».
«Questo per noi della Fiom - sottolinea Di Rocco - è un chiaro segnale di intimidazione nei confronti di chi vive un problema di malattia, oltre che una conferma che anche in Sevel si vogliono mettere in atto i metodi che la Fiat ha imposto a Pomigliano. In più, c'è da rilevare come, con questi comportamenti, la Fiat offenda l'onestà dei 6200 lavoratori della Sevel». La Fiom-Cgil ha deciso di raccogliere copia di tutte le lettere inviate ai lavoratori per poi provvedere a rispedirle alla direzione della Sevel «al fine di far capire alla Fiat che nessuno è disponibile ad accettare simili pseudo diffamazioni».