ROMA. I Comuni premono sul governo per avere prima possibile le tasse in proprio. Il governo, è il messaggio, rispetti i patti e porti entro luglio in Consiglio dei ministri il decreto sull'autonomia impositiva dei Comuni che può dar loro una boccata d'ossigeno dopo i tagli della manovra.
E' questo, in buona sostanza, il telegramma urgente che l'Anci, l'associazione dei Comuni italiani manda al Tesoro sul federalismo fiscale anche in base a indiscrezioni di stampa che vedrebbero il premier Silvio Berlusconi freddo sull'ipotesi dell'arrivo di una nuova imposta.
Ma dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti arriva una rassicurazione: sull'imposta municipale unica «non c'è stata nessuna retromarcia da parte del governo». Anzi. Il decreto sull'autonomia impositiva dei Comuni arriverà entro luglio, come da accordi con l'Anci.
Certo è che il tempo stringe e, come sottolinea Sergio Chiamparino, sindaco di Torino e presidente dell'Anci, «manca una settimana al 31 luglio; noi siamo disposti a rinviare le ferie ma vogliamo avere dal governo una risposta che confermi l'avvio di un processo».
Il decreto arriverà, garantisce Tremonti e darà, tra l'altro, ai Comuni la possibilità di scegliere, anche attraverso un referendum popolare, il loro «menù fiscale». Insomma spetterà a loro stabilire se vorranno imporre una tassa sola, due, tre o quattro. Non solo. Il Tesoro sta definendo il fondo perequativo che accompagnerà l'imposta unica con un occhio ai Comuni più piccoli che potrebbero venire penalizzati dal passaggio dai trasferimenti ai tributi propri.
Nel gettito dei municipi dovrebbe entrare anche la cedolare secca sugli affitti al 23%, annunciata nei giorni scorsi dal ministro della Semplificazione Roberto Calderoli. Nessuna intenzione, invece, puntualizza Tremonti, di riproporre l'Ici sulla prima casa, quella, attacca, «la rimetteranno Bersani e Casini».
Il decreto sul fisco municipale, insieme a quello sui costi standard della sanità al quale il governo sta lavorando con il ministro Fazio, dovrebbe arrivare, secondo fonti governative, nel Consiglio dei ministri che si dovrebbe tenere giovedì o venerdì prossimo e che dovrebbe essere l'ultimo primo della pausa estiva.
Intanto il Cdm di ieri ha dato il primo ok al decreto sui fabbisogni standard di Comuni e Province che passerà ora alla Conferenza Stato-Regioni e all'esame del Parlamento. Il testo prevede che la definizione degli standard e del costo dei servizi affidati agli enti locali avvenga col sistema degli studi di settore ed è dunque affidato alla Sose in collaborazione con la fondazione dell'Anci per la finanza locale Ifel.
A partire dal 2012 si avvierà così il passaggio dalla spesa storica ai costi standard, momento chiave del federalismo.
Con il decreto che ha avuto l'ok oggi arriva però anche una nuova doccia fredda per Comuni e Province che sono vincolati a fornire alla Sose tutti i dati richiesti per l'elaborazione dei fabbisogni standard, pena lo stop dei trasferimenti erariali.
Insieme al decreto sul fisco locale arriverà anche quello sui costi standard nella sanità regionale per poi passare alla fiscalità di quel comparto che, secondo Tremonti, convincerà i governatori a «scendere dai grattacieli».
Insomma, assicura il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli, «credo che per l'autunno avremo completato il quadro generale del federalismo fiscale con l'emanazione dei relativi decreti».