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Data: 24/07/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Le tasse locali valgono 2.364 euro a testa. Pagano di più i cittadini lombardi, meno quelli della Campania (Guarda la tabella)

Le tabelle elaborate alla Camera permettono di calcolare il prelievo medio sui contribuenti. Tremonti: federalismo ultima speranza

ROMA In media, ogni cittadino delle Regioni a statuto ordinario versa ogni anno 2.364 euro in tributi locali, destinati alla Regione, alla Provincia o al Comune. Più pesante, e pari in media a 3.861 euro, è il contributo richiesto a chi risiede in una Regione a Statuto speciale. Un carico che può apparire gravoso ma che in realtà comprende non solo le imposte versate dalle persone fisiche, ma anche quelle di competenza delle imprese. Ed ingloba al suo interno anche le compartecipazioni Iva ed Irpef, che non sono raccolte direttamente dall'ente locale ma vengono invece "girate" dallo Stato.
In realtà la linea tracciata dal governo con il federalismo è proprio quella di incrementare la quota di gettito che arriva direttamente nelle casse degli enti locali, a scapito del gettito statale.
E proprio di federalismo ha parlato ancora ieri il ministro dell'Economia, sostenendo che questo rappresenta «l'ultima speranza contro la deriva dal basso». Il nuovo assetto istituzionale, secondo Tremonti «ci riallinea all'Europa e e crea responsabilità, perché non è possibile continuare con la droga del debito pubblico». In altre parole «stiamo uscendo da un sistema folle, quello dei costi storici, per il quale più spendi, peggio spendi, più hai». Il ministro si è poi detto moderatamente ottimista sulla possibilità che nelle prossime settimane venga ritrovato l'accordo con le Regioni, dopo la rottura sulla manovra.
In vista di un assetto in cui Regioni Provincie e Comuni godono di maggiore autonomia impositiva, il tema posto dai dati sulla fiscalità locale (elaborati dai tecnici della Camera sulla base dei numeri forniti dal Copaff, la commissione di esperti sul federalimo) è forse più quello della differenza di capacità contributiva tra le varie Regioni. Se infatti ora che il ruolo tributario degli enti locali è limitato emergono scostamenti, quando le spese dovranno essere finanziate in misura maggiore con tributi propri gli squilibri non potranno che aumentare.
La classifica ricavata dal dossier di Montecitorio e relativa al 2008 evidenzia che nell'ambito delle Regioni a statuto ordinario i contribuenti che versano di più sono quelli lombardi, con un prelievo medio annuo di 2.697 euro (2.261 di competenza della Regione, 90 delle Provincie e 346 dei Comuni). All'estremità opposta si colloca la Campania con 1.657 euro. Commentando questi dati, il presidente della Lombardia Formigoni ha fatto notare che sui 2.261 euro pro capite di entrate regionali, 368 vengono versati tutti gli anni come contributo di solidarietà ad altri territori. Motivo per cui, ha concluso, non è giusto penalizzare le Regioni virtuose, come è avvenuto con la recente manovra.
Tra le Regioni a statuto speciale si va invece dagli 11.537 della Val d'Aosta, ai 2.561 complessivi della Sicilia. Le Regioni autonome sono però un caso un po' diverso perché hanno la possibilità di trattenere in loco la gran parte dei tributi.
Se questi sono i dati complessivi, le tabelle offrono indicazioni anche sull'andamento dei singoli tributi. Così ad esempio l'Ici (che ormai si applica solo su abitazioni non principali e immobili commerciali o industriali) vale nella media nazionale 170 euro, ma 243 in Liguria. In materia di tariffa sui rifiuti invece il primato spetta alla Campania con 128 euro a testa.
L'altra faccia del federalismo sono ovviamente i trasferimenti, dallo Stato centrale, l'altra fonte di finanziamento dei bilanci locali. La Regione più beneficiata, limitatamente ai soli trasferimenti correnti, è il Molise (1.353 euro l'anno a cittadino) quella meno favorita il Piemonte (appena 166 euro).

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