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Pescara, 23/06/2026
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Data: 24/07/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Chiudere Cardiochirurgia è un colpo mortale» Secondo Legnini, Chiodi e Venturoni stanno favorendo Teramo a scapito di Chieti

«Il ridimensionamento e, quindi, l'avvio della chiusura della Cardiochirurgia di Chieti è una decisione gravissima, scellerata. Costituisce un colpo mortale inferto a Chieti». Lo hanno detto ieri i vertici del Pd secondo i quali i «principali responsabili sono Chiodi e Venturoni che sono ai vertici della Giunta municipale di Teramo». Più preciso il senatore Legnini: «Intendiamo dire che presidente della Giunta regionale nonché commissario ad acta per la sanità e l'assessore al settore hanno tolto all'ospedale di Chieti i posti letto per aumentare quelli dell'ospedale di Teramo».
Insomma è un attacco durissimo quello sferrato ieri dal Pd, in pratica non crede in alcun modo alle dichiarazioni della sub commissaria Baraldi che giusto l'altro ieri ha detto che i posti della cardiochirurgia di Chieti non saranno dimezzati. «Non solo si tratta di un'azione scellerata e cieca quella messa in atto da Chiodi e Venturoni - ha continuato Legnini - ma è contro legge pure, non si può fare, a meno di non risponderne alla Corte dei Conti». In particolare Legnini si riferisce al fatto (e fornisce alla stampa la documentazione) che sotto il Governo Prodi «fu la Giunta regionale abruzzese a sottoscrivere con lo Stato un accordo di programma che assegnò 12 milioni di euro per il completamento e il potenziamento del Dipartimento cardochirurgico di Chieti. Sono risorse finalizzate, per cui non si può depauperare la Cardiochirurgia di Chieti».
E ci sono accuse anche per il manager Zavattaro che «avrebbe assunto un consulente ingegnere di Milano a 100 mila euro per la ristrutturazione della nuova palazzina di Cardiochirurgia». «La verità - hanno sottolineato Legnini, Paolucci e Iacobitti - è che sia il senatore Fabrizio Di Stefano che l'assessore regionale Mauro Febbo, eletti a Chieti, devono mantenere un religioso silenzio sulla vicenda perché non contano nulla; prendono solo ordini superiori. Mentre ci auguriamo che il sindaco Di Primio che ha protestato con Chiodi, mantenga fede e coerenza all'impegno di difendere questa città».
Per Silvio Paolucci «è l'intero programma operativo sanitario che non va, che crea una enorme sproporzione tra pubblico e privato privilegiando la sanità privata , che penalizza le zone interne, che si muove con strabismo territoriale senza una visione regionale, che è condizionato dal potere romano e teramano». Accuse anche per la decisione di «chiudere i piccoli ospedali».

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