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Data: 24/07/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Sfiduciamo Mascia»: l'Idv tenta il blitz. I dipietristi annunciano una mozione e fanno appello ai dissidenti della maggioranza


Sfiduciare il sindaco, colpevole di guidare un'amministrazione che non riesce a gestire neppure l'ordinario ed ha deluso i suoi elettori, tornando anticipatamente alle urne. E' l'obiettivo dell'Italia dei valori che chiama a raccolta non solo gli esponenti dell'opposizione, ma anche i dissidenti del centrodestra. Per presentare la mozione bastano i due quinti dei consiglieri, cioè 16 firme. Solo i consiglieri di centrosinistra sono 15. Basterebbe quindi l'adesione di uno dei catoniani o dei teodoriani o degli scontenti dell'Udc per arrivare in aula, dove però la mozione dovrebbe essere approvata dalla maggioranza assoluta, 21 voti. E lì la strada si fa stretta. La proposta arriva dal gruppo consiliare dell'Idv, presentata per bocca di Adelchi Sulpizio che motiva la mossa politica con un elenco di azioni fallimentari della gestione Mascia. «I grandi temi e le grandi innovazioni sono dimenticate», attacca, «forse perché non producono voti di scambio». E snocciola le criticità: «Il piano dei parcheggi e quello del traffico, la regolamentazione delle spiagge, le aree di risulta, le infrastrutture e i servizi, il disinquinamento del fiume e del mare, il riordino del personale, la riorganizzazione del territorio, la riqualificazione del centro abitato». Si tratta di temi sollecitati dagli esponenti di maggioranza, insiste Sulpizio, quando erano all'opposizione ed attaccavano la giunta D'Alfonso per gli spregiudicati programmi complessi approvati. Poi, «appena si sono insediati non hanno perso tempo ad approvare il programma Fater e quello delle ex aree fornace Tinaro sulla cui legittimità regnano forti perplessità», ribatte Sulpizio spalleggiato dal coordinatore cittadino Carlo Sciarra, dal senatore Alfonso Mascitelli e da Carlo Costantini, in pratica lo stato maggiore del partito.
Ma i dipietristi la mozione di sfiducia, dando per scontata l'adesione compatta dei gruppi di opposizione, serve anche da conta nel campo avversario. Un'occasione per fare uscire allo scoperto le vere intenzioni degli scontenti del centrodestra, teodoriani, catoniani, masciani (da Carlo Masci), udiccini: vere fronde o strappi strategici per alzare il prezzo della ricomposizione? All'Udc, ad esempio, non dispiace l'ipotesi della sfiducia, ma fuori dall'ufficialità alcuni consiglieri sollevano dubbi sui tempi: l'eventuale scioglimento del consiglio comunale entro l'estate determinerebbe un anno di commissariamento. Troppo. Un blitz tentato alla fine dell'inverno prossimo, invece, porterebbe i pescaresi alle urne nel giro di pochi mesi. Un ragionamento che comunque, evidenzia una certa fascinazione per l'argomento. Dentro il Pdl, invece, anche i più delusi dal primo anno di Mascia pensano che una crisi al buio, in mancanza di un'alternativa al momento inesistente, sarebbe una follia.
E infatti, l'affondo dell'Idv ha come effetto immediato quello di ricompattare una maggioranza che passa di chiarimento in chiarimento. Sono i capigruppo Sospiri (Pdl), Dogali (Udc) e Volpe (Pescara futura) a contestare in una nota la mancanza di coerenza dei dipietristi: un anno fa, in effetti, Idv non si unì al centrodestra per far decadere l'amministrazione comunale tenuta in vita, dopo l'assesto, dal certificato medico dell'ex sindaco D'Alfonso. I capigruppo di maggioranza commentato la mozione di sfiducia in una pausa del tavolo politico per ricomporre l'ennesima crisi aperta dall'Udc. I centristi hanno posto richieste precise in merito al metodo di lavoro, chiedendo di passare finalmente ad affrontare le grandi questioni strategiche, dal Pp2 alle opere pubbliche, ai programmi complessi. E' stato Enzo Dogali a presentare un'ipotesi di riforma della politica urbanistica in netto contrasto con la bozza di regolamento in discussione in commissizione. Udc chiede anche di normalizzare i rapporti tra giunta e consiglio comunale, prima di passare al tema dell'organigramma con la richiesta esplicita di un assessorato, per rispecchiare i nuovi equilibri di maggioranza dopo l'uscita dei catoniani del Pdl. Alla presenza dei leader politici Pastore e Masci, il tavolo politico ha deciso che se ne può discutere: prossimo incontro lunedì.

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