A Gissi, nel paese di Gaspari il sindaco Marisi attacca «Nessuna promessa mantenuta»
PESCARA. Una richiesta di dimissioni del commissario alla sanità Chiodi, presidi sindacali e petizioni. E' alta la mobilitazione contro il Piano di riordino degli ospedali annunciato dal governatore con supplemento di debito, 101 milioni, nella conferenza di giovedì in viale Bovio.
Dalla Marsica al Vastese, passando per Teramo, dove il prefetto Soldà ha diffidato il manager della Asl per l'ospedale di Sant'Omero, non conosce confini né colore politico la protesta che soffia in Abruzzo. E mentre l'assessore Venturoni ribadisce che sui tagli non si torna indietro, il senatore dell'Italia dei Valori, Alfonso Mascitelli annuncia che chiederà ancora al governo nazionale la revoca di Chiodi da commissario della sanità, «per l'evidente fallimento che sta dimostrando nell'attuazione del Piano di rientro del deficit. Sui conti della sanità», spiega Mascitelli, «Chiodi mente sapendo di mentire. Peccato per lui che, tra le tante interrogazioni parlamentari che abbiamo presentato, ve n'è una del 6 maggio scorso a cui il governo risponde, per voce del sottosegretario Martini, dichiarando che dopo verifiche svolte con cadenza trimestrale e annuale dal tavolo tecnico, la situazione accertata presenta un avanzo di 88 milioni di euro al 2009, che permette di coprire il disavanzo pregresso e, in particolare i 76 milioni a tutto il 2007».
Per Mascitelli, non vi è possibilità di equivoco. «O mente il governo nazionale, sulla base di dati non veritieri che gli sono stati forniti da ben due commissari ad acta di sua fiducia; o mente Chiodi, il quale non ha il coraggio di dire agli abruzzesi che i conti non sono affatto sotto controllo, e questo per colpa di ritardi, inadempienze e inadeguatezze delle azioni messe in campo da questo centrodestra».
Sull'emergenza sanitaria scende in piazza la Cgil Abruzzo. Mercoledì prossimo, dalle 16, si terrà un presidio davanti alla sede del Consiglio regionale all'Aquila, mentre l'assemblea discuterà del piano operativo 2010. A Gissi, nel paese di Gaspari, lunedì si terrà una manifestazione di protesta contro la chiusura dell'ospedale con il il sindaco Marisi che, senza giri di parole attacca Chiodi e la sua giunta: «Per mesi, ci hanno assicurato che l'ospedale non sarebbe stato chiuso, che sarebbe stato attivato il reparto di riabilitazione (da tempo previsto), potenziato il reparto di lungodegenza, conservati e migliorati i servizi. Nulla è stato fatto e la correttezza istituzionale unilateralmente tenuta non ha pagato».
A Lanciano, comincia oggi alle 18, su corso Trento e Trieste, una raccolta di firme organizzata dalla lista civica «Progetto Lanciano», per bloccare il piano di riordino della sanità regionale. Dopo la protesta inscenata dai sindaci del Sangro-Aventino, che si sono incatenati all'ingresso del Renzetti, ora scendono in campo i cittadini. «E' necessaria una risposta massiccia da parte dei residenti dell'Abruzzo meridionale, contro un piano che distrugge l'offerta sanitaria del Renzetti, cancella i presidi di Casoli e Gissi e ridimensiona l'ospedale di Atessa» sottolinea Pino Valente, di Progetto Lanciano. Il piano sanitario prevede il taglio di circa 80 posti letto al Renzetti e la trasformazione in unità operative semplici dei reparti di Oculistica, Otorinolaringoiatria, Geriatria, Neurologia, Oncologia, Laboratorio Analisi e Anatomia patologica».