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Data: 25/07/2010
Testata giornalistica: La Stampa
Tirrenia, un debito di 716 milioni di euro. I dubbi della Corte dei Conti sulla privatizzazione

Il percorso, tutt'ora in atto, per la privatizzazione di Tirrenia e Siremar "non è esente da difficoltà da ricondurre, anche, a una risposta debole dei soggetti potenzialmente interessati all'acquisto del Gruppo". Lo sottolinea la Corte dei Conti spiegando che "allo stato, infatti, rimane in gara un unico gruppo imprenditoriale, la cui quota di maggior rilievo (37%) è detenuta da un soggetto pubblico", cioè la Regione Sicilia.
"In questo contesto, in cui non mancano profili di incertezza e problematicità - scrive la Corte nella 'Relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria di Tirrenia di navigazione spa per l'esercizio 2009, sono sopravvenute le disposizioni dell'art.1 del decreto legge 6 luglio 2010, n.103, contenenti anche misure di carattere straordinario in tema di responsabilità dell'amministratore unico, sulle quali la Corte esprime riserve".
"Sebbene in diminuzione rispetto al precedente esercizio, consistente resta l'esposizione debitoria di Tirrenia: i debiti complessivi della società, in prevalenza verso il sistema bancario, sono di 657 milioni (802 milioni nel 2008), a fronte di partite creditorie per 103 milioni".
I giudici ripercorrono le principali tappe del processo di privatizzazione delle società cabotiere che dovrà concludersi entro il 30 settembre del 2010, «termine imprescindibile anche ai fini del rispetto delle disposizioni comunitarie che regolano il settore». I dati del 2009 relativi alla gestione economico finanziaria di Tirrenia mostrano come "il valore iscritto in bilancio della flotta, costituita da venticinque unità, cinque delle quali destinate alla vendita, è pari, nel complesso, a 824 milioni. Il patrimonio netto della società è pari a 345 milioni, con una flessione sul 2008 di 13 milioni in conseguenza della cessione delle controllate Caremar, Saremar e Toremar. Quanto ai risultati reddituali, il saldo tra valori e costi della produzione è nel 2009 di 29 milioni, in diminuzione sul 2008 (per 12 milioni) per l'effetto combinato della contrazione dei ricavi dell'attività marittima e del minor importo della sovvenzione di equilibrio corrisposta dallo Stato, che passa dai 102 milioni del 2008 agli 80 del 2009. L'utile di esercizio è di 9,7 milioni".
A livello di Gruppo (Tirrenia e Siremar), il valore della flotta, costituita da 44 unità, sei delle quali destinate alla vendita, è pari nel complesso, a fine 2009, a 915 milioni. Diminuisce, a parità di area di consolidamento, anche a livello di Gruppo l'esposizione debitoria complessiva che si attesta su 716 milioni (con una flessione di 172 milioni sul 2008), a fronte di partite creditorie per 101 milioni. Il patrimonio netto raggiunge a fine 2009 i 344 milioni. Quanto ai risultati reddituali, il saldo della gestione caratteristica è nel 2009 di 41 milioni, in diminuzione sul 2008 per 12,5 milioni, per ragioni analoghe a quelle già esposte con riguardo alla Capogruppo. L'utile di esercizio è di 11 milioni".
Rileva, infine, la Corte come, sempre a livello di Gruppo, "i contributi di servizio pubblico corrisposti dallo Stato alle società nel 2009 siano pari al 34,5% del totale del valore della produzione, risultato questo significativamente condizionato da Siremar, per la quale, l'analogo rapporto supera il 70 per cento".

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