PESCARA - «La pagina più nera della Regione Abruzzo? Il giorno in cui Chiodi è stato nominato commissario alla sanità. L'ultima sua accusa al centrosinistra di aver lasciato un ulteriore buco nella sanità testimonia del suo atteggiamento: depistaggio con menzogne»: va giù pesante, il capogruppo Pd alla Regione, Camillo D'Alessandro. L'attacco a Gianni Chiodi è diretto. Accanto a lui l'ex assessore regionale al Bilancio, Giovanni D'Amico, conferma quanto anticipato nella sua intervista a Il Messaggero: «Il buco non c'è, lo confermano le carte che ho già mostrato e le dichiarazioni passate dell'ex commissario Gino Redigolo, che sottolineava come i conti fossero a posto. Dunque, se oggi non sono più a posto, la colpa è di chi ha governato nel frattempo, cioè centrodestra».
Riprende D'Alessandro: «E' vergognoso il tentativo di Chiodi di depistare l'attenzione degli abruzzesi, con la menzogna dell'improvvisa scoperta del buco da 101 milioni, dal taglio dei posti letto: ogni sette tagliati al pubblico ce n'è appena uno tagliato al privato. E poi c'è lo sfascio del sistema sanitario pubblico, a partire dalla chiusura dei presidi delle zone interne. Infine lo scippo dei posti letto per consentire a Chiodi e Venturoni di farsi l'ospedale sotto casa. E adesso Chiodi tira fuori questa storia del falso buco da riempire con i Fas, quando appena 48 ore prima aveva annunciato a tutti come avrebbe rilanciato lo sviluppo proprio grazie al buon utilizzo dei Fas: 48 ore dopo, invece, i Fas li utilizza per riempire il presunto buco. Poi incontra i sindacati e ci ripensa ancora. No, i Fas non si toccano, per colmare questo improvviso buco basterebbe rinegoziare con le banche l'allungamento della cartolarizzazione, già prevista, e recuperare i soldi necessari. Piuttosto Chiodi ci dica chi ha causato davvero questo buco nei conti, se c'è un "puparo" dica chi è».
Sul buco nella sanità attacca anche il leader regionale dell'Udc, Rodolfo De Laurentiis: «A noi non interessa lo scaricabarile delle responsabilità su chi ha causato il buco, a noi interessa sapere se il buco nei conti c'è davvero e cosa intenda fare, concretamente, l'attuale governo regionale per risolvere la questione senza toccare fondi indispensabili allo sviluppo dell'economia regionale». Ancora dal fronte Udc, il capogruppo alla Regione Antonio Menna: «Il Piano di riassetto di Chiodi non è condivisibile. L'Udc lo rigetta senza appello poichè imposto dalla politica di tagli alla spesa pubblica promossa dal Governo e la Giunta regionale lo ha recepito ignorando ogni confronto democratico tra le forze politiche presenti in Consiglio regionale e ogni esigenza del territorio. Questo Piano ci riporta indietro di cinquant'anni, con servizi inadeguati e carenti e vaste aree, soprattutto interne, depauperate del fondamentale diritto alla salute. Questa è una sanità teramizzata: i reparti soppressi nella provincia di Chieti vengono trasferiti a Teramo dove non solo non si riduce, non si taglia e non si sopprime, ma addirittura si consolida e si potenzia. Si fa festa».
Infine l'Italia dei valori: il coordinatore regionale Alfonso Mascitelli propone «una class action contro il Piano di Chiodi».