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Pescara, 22/06/2026
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Data: 27/07/2010
Testata giornalistica: Il Centro
La Regione se ne va in vacanza. Consiglieri in ferie dal 10 agosto al 6 settembre, oggi penultima seduta

EMICICLO Rimandate all'autunno la legge elettorale e la riforma degli enti strumentali

L'AQUILA. L'anticiclone africano staziona da giorni sull'Abruzzo, ma a Palazzo dell'Emiciclo, sede del Consiglio regionale, si tirerà il fiato solo dal 10 agosto. E' la data che la conferenza dei capigruppo ha scelto per il «via liberi tutti». La pausa estiva durerà sino al 6 settembre, presumibilmente con la colonnina di mercurio ancora incandescente. Ma il dovere è dovere. Prima delle ferie i consiglieri hanno tempo per altre due sedute (quella di oggi e quella di martedì prossimo), e al massimo per un paio di voti in commissione. In totale nei primi sette mesi del 2010 totalizzeranno 24 sedute (23 con quella di oggi, di cui solo 13 ordinarie), e l'approvazione di 35 leggi. Molte? Poche? Dipende. Se si considera la qualità dell'intervento normativo sono certamente poche. Mancano all'appello leggi promesse da tempo. Per esempio la nuova legge elettorale, il cui testo deve iniziare l'iter in commissione. Manca la legge che taglia indennità e vitalizi che però è stata annunciata per l'ultima seduta di agosto. Mancano le leggi di riforma degli enti e delle agenzie regionali. Solo oggi va in aula la riforma dei confidi. Un'altra importante riforma, quella del Commercio, è stata approvata ma impugnata dal governo. Così come è stata impugnata la legge che blocca la ricerca di petrolio e la realizzazione del centro oli.
Non si fa oltraggio all'istituzione dicendo che l'istituzione lavora poco. E che quando lavora lo fa spesso male e in maniera confusa: vedi appunto le numerose impugnative del governo, oppure le sedute di Question time, dove le risposte degli assessori alle domande dei consiglieri arrivano a distanza di mesi, quando il problema è spesso superato dagli eventi. Anche all'Aquila lo sanno. E se ne lamentano. Primo fra tutti il presidente Nazario Pagano che vorrebbe i suoi consiglieri pagati a cottimo: più lavori e più prendi soldi. E che sulla qualità delle leggi nutre dubbi motivati, tanto da spingere per il varo di un'apposita legge. Spiega Pagano: «Garantire leggi di qualità significa adottare un percorso diverso, finalizzato a rispondere nel modo migliore alle esigenze che le leggi stesse devono soddisfare. Tale percorso comprende l'analisi dei reali bisogni, l'ascolto dei destinatari, la valutazione delle possibili diverse soluzioni e dei loro costi in rapporto ai benefici prodotti». Se però occorre normare quello che dovrebbe essere prassi costante del legislatore, vuol dire che qualcosa non funziona.
Non c'è da stupirsi: l'organizzazione regionale è un calco di quella parlamentare che non è modello esemplare. E cambiare prassi vecchie di 40 anni è complicato (un consiglio solenne è stato speso per celebrare la prima seduta nel luglio 1970).
La settimana lavorativa del consigliere regionale dura tre giorni, dal martedì al giovedì, raramente si riunisce il lunedì. Il venerdì e il sabato si lavora solo in caso di emergenza, soprattutto a fine anno, per l'approvazione della finanziaria e del bilancio preventivo. Le sedute consiliari sono in genere due al mese. Il resto del tempo dovrebbe essere dedicato allo studio dei disegni di legge e all'attività istituzionale. Ma tanto viene speso per l'attività politica nel collegio e per molti c'è l'impegno del doppio e triplo incarico, prevalentemente in un consiglio comunale. Di tempo, alla fine, ne rimane poco. E non sorprende che alla partenza per le ferie il consigliere si scopra insolitamente stanco.

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