Iscriviti OnLine
 

Pescara, 22/06/2026
Visitatore n. 755.234



Data: 27/07/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Bossi: Irpef e Iva ai Comuni. Federalismo fiscale. «Convincerò Tremonti a farlo. Passerò le ferie su questo»

Calderoli smentisce. Il Senatùr contro Galan sul latte

ROMA. Il Senatur non farà vacanze per «chiudere la partita» del federalismo. Umberto Bossi lo ha assicurato l'altra sera ai militanti. «Bisogna trovare l'accordo con Tremonti sui Comuni, girare nelle loro casse Irpef e Iva». Frase che scatena l'attacco delle opposizioni e che più tardi il ministro Roberto Calderoli negherà. Ma il Capo sente il bisogno di rassicurare il popolo leghista.
Insomma non passa giorno in cui Bossi non garantisca che la Lega porterà a casa il federalismo, bandiera storica del Carroccio che giovedì dovrebbe incassare il primo ok del consiglio dei ministri al decreto sul fisco comunale.
Così come, dopo aver appoggiato la manovra di rigore del ministro Tremonti, il Senatur si è impegnato per rassicurare Regioni e Comuni sui tagli agli enti locali previsti dalla manovra.
Ed è proprio un passaggio sui Comuni a scatenare il giallo sulle affermazioni del ministro: «La Lega ha già portato a casa 15 miliardi per i Comuni, ma bisogna trovare l'accordo con Tremonti e vedrete che ce la farò. Potrebbero girare nelle casse dei nostri Comuni l'Irpef e anche l'Iva, anche se in questo caso la situazione è più difficile».
Annuncio impegnativo che subito provoca la reazione delle opposizioni perchè, come ricorda il deputato Pd Francesco Boccia, «secondo la legge delega approvata in Parlamento, l'Iva è l'imposta che finanzierà il federalismo mentre l'Irpef è l'unica imposta redistributiva del nostro Paese e resterà nelle mani dello Stato centrale». Quindi, rincara la dose il presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro, «Bossi c'è o ci fa».
Passano quasi due ore e mezza e tocca a Calderoli intervenire: «Con Bossi, poco fa, abbiamo riso della sciocchezza riportata da un quotidiano locale. Nel nostro progetto, Iva e Irpef sono tributi che saranno parzialmente ad appannaggio delle Regioni».
Ma siccome la prima precisazione appare come una frenata, il ministro della Semplificazione deve fare un'altra nota che rimanda al file di Telepadania, «dove si sente benissimo il passaggio in cui viene spiegato che una parte dei suddetti tributi dovranno andare alle Regioni».
Nessuno, invece, smentirà l'attacco di Bossi, sempre ieri al comizio, contro il ministro dell'Agricoltura Giancarlo Galan, reo di non difendere gli allevatori del nord sulla vicenda delle quote latte. «Galan - spara il Senatur, rivolgendosi ai Cobas - io non posso cacciarlo, ma chiederò a Zaia di scendere in campo: sta facendo bene in Veneto, ma lui ha a cuore come me la vostra situazione. E' uno che fa, non come Galan che parla e basta».
Su questo interviene pesantemente anche Fini: «E' un pessimo segnale quando il governo, per compiacere mille allevatori leghisti che si trovano da anni in una situazione di illegalità, prevede un emendamento che porterà ad una sanzione della Ue».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it