Una pagina fondamentale per il futuro della città, ossia la presentazione del pool di consulenti di fama internazionale per la ricostruzione, è stata "macchiata" da episodi di tensione fra gruppi di cittadini e Forze di polizia in tenuta antisommossa, all'ingresso di piazza del Teatro, in occasione del convegno "L'Aquila 2020, e poi?". Tutto è scaturito dalla scelta degli organizzatori di limitare l'accesso a due persone per comitato; scelta non gradita dall'assemblea cittadina. A decine si sono presentati all'ingresso della piazza chiedendo di poter entrare al Ridotto del teatro comunale, tanto da spingere la polizia a chiudere l'accesso. A seguito dell'insistenza dei cittadini, i responsabili della Sge hanno deciso poi di far entrare tutti. Il sindaco Massimo Cialente, indignato per l'accaduto, tanto da non voler in principio partecipare ai lavori del seminario, ha commentato: «Mi è dispiaciuto vedere le camionette. Questa roba l'abbiamo già vista a Roma. Mi impegno affinché non si ripeta mai più». Entrando poi nel merito della ricostruzione Cialente ha sottolineato la volontà del Comune di ragionare con gli esperti: «Tuttavia non si può fare la ricostruzione senza l'apporto di tutti gli aquilani, del Consiglio comunale e dei Comuni vicini». Gianni Chiodi ha ribadito che non c'è alcuna volontà di imporre una ricostruzione dall'alto né tantomeno l'intenzione di sostituirsi ai sindaci, artefici della ricostruzione. Il compito del pool di saggi, organici alla Struttura di missione, sarà solo quello di mettere le proprie competenze al servizio dei sindaci del cratere. Del team fanno parte Aldo Bonomi, Cesare Trevisani, Paolo Leon e Vittorio Magnano Lampugnani a cui si aggiungeranno nel mese di settembre Alvaro Sisa e Giuseppe De Rita. «Abbiamo ricevuto dal territorio la sollecitazione a coinvolgere professionalità in vari campi; abbiamo scelto il massimo delle competenze nazionali - ha dichiarato Chiodi - l'obiettivo è fare dell'Aquila un modello di ricostruzione». Il commissario ha confermato una dotazione di circa due miliardi e 700 milioni di euro e la disponibilità di cassa di un miliardo di euro per la ricostruzione. Si sta lavorando inoltre per superare il dilemma tra indennizzo e ricostruzione per capire se è possibile l'affidamento diretto dei lavori alle ditte anche per importi superiori a un milione di euro. Chiodi ha annunciato di aver chiesto un parere al Consiglio di Stato «e, se necessario, sarà chiesto un chiarimento anche al Consiglio dei Ministri». Il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, ha chiesto «un gesto di umiltà alle amministrazioni locali: «È arrivato il momento del confronto. Quindi nessuno deve sentirsi leso nella propria maestà». Poi la parola è passata agli esperti. L'urbanista Vittorio Lampugnani ha definito il suo giro nel centro storico «terrorizzante anche per la difficoltà di questa ricostruzione». «È necessario in premessa accettare che avrà tempi lunghi - ha aggiunto -. Non credo si possa ricostruire il centro così come era, in parte è perso. La complessità dell'Aquila non consente di aggrapparsi a teorie urbanistiche, si dovrà decidere caso per caso. Non deve mancare però una strategia complessiva». «Occorre realizzare un progetto di marketing territoriale volto allo sviluppo locale» ha aggiunto Cesare Trevisani, mentre Aldo Bonomi ha sottolineato che il radicamento l'identità territoriale portano ad un vantaggio competitivo per lo sviluppo indispensabile per la ripresa economica. «Il mio ruolo sarà quello di affiancare i sindaci e i cittadini perché sono convinto che i processi complessi si risolvano non comandando ma accompagnando». Paolo Leon ha sottolineato che è necessario coinvolgere tutti gli italiani nella mission della ricostruzione dell'Aquila che deve avvenire in modo trasparente.