«NESSUNO pensi che si tratta di folklore politico. Che prima si bloccano le gare, poi si fanno volantini e presidi di protesta e poi tutto torna come prima perché alla fine la Regione trova i soldi. Non è possibile, questo scenario non c'è». La dice così l'assessore regionale alla mobilità Luca Ceccobao. Un messaggio ben poco rassicurante: per il trasporto pubblico la festa (si fa per dire) è finita. La manovra taglia il 40 per cento dei 500 milioni destinati ai bus e ai treni della Toscana. E nessuno osa immaginare cosa accadrebbe se alla fine si tagliasse il 40 per cento delle linee e delle corse. Quanti toscani tornerebbero ad usare la macchina? E quanti autisti verrebbero licenziati? «E' meritorio che un presidente come Bonaccorsi dell'Ataf si ponga l'obiettivo di salvare i posti di lavoro», dice Ceccobao. Sarebbe uno sbaglio però pensare che la via d'uscita sia quella di spalmare i tagli sul concorrente, riducendo certo le risorse ai bus ma anche ai treni, come suggerisce Bonaccorsi. La via d'uscita non può essere quella di spalmare i tagli: «Dobbiamo piuttosto fare fronte comune, Regioni ed enti locali, aziende di trasporto e sindacati. E tutti insieme puntare su un riassetto del sistema e sulle risorse da chiedere al governo», sostiene l'assessore. «Non serve passarsi il cerino fra di noi, per vedere chi alla fine si brucia - insiste Ceccobao - ci aspetta una fase nella quale il trasporto pubblico non potrà essere lo stesso di oggi e, se da una parte serve un'idea di riassetto generale del nostro trasporto, dall'altra non dobbiamo considerare conclusa la battaglia per le risorse contro il governo nazionale». La Regione, in sostanza, non è in grado di trovare le risorse per il trasporto che il governo ha cancellato: «I tagli non riguardano solo il trasporto pubblico». E pensare di spostare qualche capitolo di bilancio, tagliando magari qua e là, per arrivare alla copertura del trasporto pubblico, è pura illusione. «Abbiamo sospeso le gare del trasporto pubblico perché siamo in emergenza», ricorda il responsabile regionale delle infrastrutture e della mobilità. Ma non per questo le aziende devono sedersi ed aspettare: «La vera garanzia per la partecipazione alle gare, quando ci saranno, è mettere i bilanci a posto», dice Ceccobao. Un suggerimento valido per tutti ma anche per l'Ataf, visto che proprio pochi giorni fa l'assemblea dei soci dell'azienda fiorentina ha certificato un aumento del deficit pari a circa due milioni di euro durante l'ultimo anno (è arrivato adesso a 4,5 milioni). Solo con i bilanci in pari le aziende di trasporto toscane, che contano circa 6mila dipendenti, potranno reggere all'urto della stagione di tagli che ci aspetta. E, in attesa di elaborare una nuova idea e un nuovo progetto per il trasporto pubblico regionale, magari affrontare la riorganizzazione che s'impone, aggregandosi e dando vita ad aziende più grandi, com'è accaduto in questi giorni nel sud della Toscana. «L'obiettivo non può che essere quello - conclude l'assessore regionale Ceccobao - di non deteriorare il servizio e di mantenere il massimo di occupazione possibile».