DOVEVA essere il giorno della verità. E' stato il giorno in cui la tramvia è piombata ancora più nel caos. L'amministrazione avrebbe dovuto portare entro ieri al ministero dei trasporti il progetto alternativo al passaggio dal Duomo della linea 2 Peretolapiazza della Libertà. Pena la perdita di autorizzazione per l'intera linea. Non solo non lo ha portato, ha solo chiesto un appuntamento. Ma neanche si è riusciti a capire quale progetto Palazzo Vecchio presenterà a Roma in futuro. Pare, alla fine, che opterà per un troncone di tramvia che parte da Peretola e si attesta, da una parte, alla stazione di Santa Maria Novella e, dall'altra, al polo scientifico di Sesto, con buona pace del centro. Quest'ultima versione è stata ufficialmente annunciata in serata dall'assessore alla mobilità Massimo Mattei. Ma poche ore prima in consiglio comunale aveva spiegato che il tram sarebbe passato dalla stazione, via Valfonda, viale Lavagnini, piazza della Libertà, San Marco e ritorno. Poi, contrordine compagni, si è cambiata meta. Palazzo Vecchio ondeggia. La vera l'alternativa resta per il sindaco Renzi l'attraversamento in sotterranea del centro: stazione- piazza della Repubblica - piazza Santa Croce - Lungarni. Ma il progetto è complesso, vanno trovati circa 150 milioni in più a carico dell'amministrazione, il ministero vuole un'alternativa ora. Per questo si è pensato a un primo progetto in superficie e al tunnel in seguito, come variante. Ma a caos si aggiunge caos. La tramvia, linea 2, non sa dove passare (per la 3 si è riesumata la versione originale del percorso da via dello Statuto perché non si è trovato altro collegamento stazione - Careggi), ma rischia anche di perdere 36 milioni. Non solo le linee 2 e 3 che devono essere fatte, ma anche la 1 che è già finita e va pagata. I 36 milioni infatti si riferiscono a tutte e tre le linee, sono quelli che devono arrivare dalla Regione tramite i fondi europei destinati a «grandi opere»: come la tramvia era stata presentata alla Ue. Con l'impegno, ahimè, di mettere tutte e tre le linee in funzione ai primi del 2013. Così la Regione ha scritto a Palazzo Vecchio per ricordargli gli impegni presi e il rischio molto concreto che la Ue non dia più una lira perché evidentemente per quella data tutto non sarà finito. Dunque 36 milioni in meno, 150 da trovare per andare sottoterra. Più il giallo del progetto al ministero. Il quale sei mesi fa aveva dato l'autorizzazione almeno al tratto della linea 2 Peretola - stazione per il quale avrebbero potuto iniziare subito i lavori. Che non sono iniziati. Allora il ministero aveva anche detto: stralciamo pure la parte che riguarda l'attraversamento del centro ma entro sei mesi, e cioè entro ieri, dovete portare un'alternativa al passaggio dal Duomo. L'alternativa, messa nero su bianco, non c'è. C'è il sogno del tunnel, più l'idea di ottenere intanto l'autorizzazione con un progetto di superficie su cui, però, ancora ieri, giorno della scadenza finale, si davano due versioni diverse. Speriamo che il ministero aspetti. Che gli bastino i due capolinea, uno alla stazionee unoa Sesto. Perché in data 26 gennaio 2010, aveva scritto di «ritenere comunque imprescindibile il collegamento della linea con piazza delle Libertà». Se va a Sesto, il tram non va in piazza della Libertà. Il ministero, nella stessa data, scrisse anche che la tramvia, pur non passando dal Duomo, «dovrà mantenere sostanzialmente inalterati i costi, la valenza e le finalità trasportistiche dell'intero sistema tramviario fiorentino». Significa che il percorso alternativo al Duomo deve costare la stessa cifra e attirare gli stessi passeggeri. Non è facile sostituire il centro nei desideri dei fiorentini. Ma il sindaco Renzi ha assicurato sempre ieri che la deviazione per Sesto, con tutta la fame di mezzi di trasporto che il polo scientifico ha, convincerà sicuramente il ministero perché avrà un uguale numero di passeggeri del Duomo. Possibile, ma trattandosi di 4 o 5 chilometri da costruire, ben di più del tratto piazza dell'Unità-San Marco, costerà sicuramente di più, andasse bene, dicono gli esperti, almeno un'ottantina di milioni. Non dovevano anche i costi corrispondere? E il centro? la Tram di Firenze, la società costruttrice in project delle linee 2 e 3, che ha fatto il primo generico studio sul tunnel non ha avuto per ora l'incarico di proseguire. Altro che 36 milioni della Ue per l'inizio del 2013.