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Pescara, 22/06/2026
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Data: 28/07/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sanità, la protesta si sposta all'Aquila. Oggi sit-in di sindaci e amministratori davanti al Consiglio regionale

Lanciano. La manifestazione coinvolge tutta la Frentania: no ai tagli di ospedali e alla riduzione di posti letto

LANCIANO - Un pullman da Lanciano per L'Aquila, oggi pomeriggio, per protestare nel corso del consiglio regionale che, alle 17.30, si occuperà del "piano di riordino" predisposto per la sanità abruzzese. Lo organizza "Progetto Lanciano". Ma da un po' tutta la provincia ci si farà sentire, con varie delegazioni, alla Regione perché il "piano" viene considerato estremamente penalizzante per il territorio. Il "Renzetti" di Lanciano ne esce con le ossa rotte, fra tagli di posti letto e ridimensionamento dei reparti; gli ospedali di Casoli, Gissi e Guardiagrele, vengono "riconvertiti" per funzioni diverse; tagli anche per Vasto e Atessa. E pensare che la ex Asl Lanciano-Vasto era l'unica in attivo di bilancio e nessuno finora ha saputo, o voluto, spiegare perché sia stata tagliata».
A Lanciano, sotto accusa finisce anche l'amministrazione comunale che, come centro destra, non contrasterebbe con forza il governo regionale che è dello stesso colore politico. «E' incredibile - dice Pino Valente, presidente di "Progetto Lanciano" - che molti Comuni del territorio, come Atessa, Frisa, Treglio, Casoli, Sant'Eusanio, accogliendo la nostra proposta, abbiano già deliberato, o stiano per farlo, perché la sede della Asl unica provinciale stia a Lanciano, la nostra Amministrazione se rimanga ancora in silenzio. La nostra associazione sta pure organizzando un pullman per L'Aquila che è aperto a tutti, basta prenotarsi».
Scende in campo anche la Sinistra lancianese (Verdi, Rifondazione, Sel, Psi) che, come annuncia Alex Caporale dell'esecutivo provinciale Verdi, condanna in toto il piano sanitario operativo «per le evidenti disuguaglianze e discriminazioni territoriali e di servizio» e oggi una delegazione «sarà a L'Aquila, fuori del consiglio regionale, a ribadire l'ingiustizia sociale del piano operativo sulla sanità». Aggiunge Leo Marongiu, segretario del Pd di Lanciano: «Da un anno, invece di protestare e chiedere spiegazioni sui fondi che sparivano per il Renzetti, esponenti del centrodestra nostrano si affrettavano e proporre nuove soluzioni per spostare l'ospedale da Lanciano e, quando nottetempo è stata cancellata la Asl di Lanciano-Vasto, è stata respinta in consiglio comunale una mozione portata dal Pd contro cancellazione della Asl e lo spostamento dell'ospedale».

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