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Data: 28/07/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Berlusconi va alla resa dei conti: «Fini non è più super partes»

Il premier convoca un ufficio di presidenza: «I pm puntano a me»

ROMA - Silvio Berlusconi dà la fiducia al sottosegretario Giacomo Caliendo, dopo essere stato iscritto dalla Procura di Roma nel registro degli indagati per violazione della legge Anselmi sulle società segrete, sollecitandolo ad andare avanti, fornendo così una risposta indiretta a Gianfranco Fini che aveva appena chiesto agli indagati di farsi da parte. E con Fini sembra scoccata la resa dei conti. Per giovedì ci sarà un Ufficio di presidenza dove si punterà a dimostrare che il presidente della Camera non esercita un ruolo super- partes. All'ordine del giorno, però, ci sarebbe soltanto la questione delle affermazioni di Granata sulla mafia. E venerdì è previsto il Consiglio dei ministri che propone la nomina di Paolo Romani allo Sviluppo Economico al posto di Scajola (Annamaria Bernini dovrebbe essere sottosegretario).
Con i «finiani» qualcosa si starebbe muovendo, forse è eccessivo parlare di trattativa, ma contatti tra le due parti ci sarebbero stati anche ieri per mettere a punto, nell'immediato, il calendario della Camera. Il segnale più concreto sarebbe quello dell'annullamento di una conferenza stampa di «Generazione Italia», previsto per questa mattina. Su Caliendo i finiani non hanno alzato i toni: solo Granata ne ha chiesto le dimissioni. Inoltre, c'è la telefonata che Gianfranco Fini ha fatto al sottosegretario Mantovano, accusato da Fabio Granata. Contro quest'ultimo, il coordinamento di Ravenna ha fatto un ricorso ai probiviri.
La cancellazione di una cena con Tremonti e alcuni deputati è la notizia che arriva poco prima dell'iscrizione del sottosegretario della giustizia. Berlusconi poi va all'ambasciata di Francia dove consegnano la Legion d'onore a un diplomatico di Palazzo Chigi, Bruno Archi, ma resta in silenzio. Filtrano soltanto poche note sul suo umore, che è nero, secondo la descrizione di alcuni deputati che lo hanno interpellato. Quindi, a Palazzo Grazioli, riceve Giacomo Caliendo al quale rinnova la fiducia. Il premier si sarebbe mostrato preoccupato circa l'assedio delle Procure. L'attivismo dei Pm sarebbe finalizzato a un solo obiettivo: il bersaglio sarebbe soltanto lui. Per questo il Cavaliere aspetterebbe altri colpi prima della pausa estiva.
Di fronte a uno scenario ancora confuso, contradditorio, emergono indiscrezioni (smentite da Palazzo Chigi) secondo le quali Berlusconi vorrebbe mettere Fini con le spalle al muro, facendo emergere il ruolo politico esercitato dalla terza carica dello Stato. In sostanza, sfiduciarlo, aspettando che «inciampi» durante un'uscita pubblica. Il Cavaliere sarebbe stato frenato da Bossi e Tremonti nella corsa alle elezioni anticipate. In questo contesto, avanzano ipotesi di creare un «Predellino 2» o di una riedizione di Forza Italia. Per questo è cominciata la conta sulla tenuta del governo alle prossime scadenze (per le intercettazioni si pensa a un rinvio in settembre). La pattuglia dei finiani conterebbe su 32-34 deputati e 13-14 senatori. Di fronte a una crisi, la pattuglia finiana si assottiglierebbe, di 7-10 deputati e 3-5 senatori. Ma secondo i finiani, molti ex-azzurri aspettano di sfilarsi.

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