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Pescara, 22/06/2026
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Data: 28/07/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Alitalia-Air France, prove di rafforzamento dell'alleanza. L'ipotesi sul tavolo è quella di creare a regime una holding comune con un ruolo forte per l'ltalia

Sabelli e Spinetta valutano l'avvio di uno studio di fattibilità

ROMA - Una holding comune tra Alitalia, Air France e Klm. Un matrimonio nei cieli che potrebbe avvenire in anticipo rispetto alle scadenze possibili ma soprattutto con rapporti di forza paritari, anzi con un ruolo di rilievo per l'Italia. Questa ipotesi, secondo quanto risulta a Il Messaggero, sarebbe sul tavolo di Roberto Colaninno, Rocco Sabelli, Jean-Cyril Spinetta, Pierre Henri Gourgeon. Ieri Intesa Sanpaolo, regista del progetto Fenice, nel corso del consiglio di gestione, avrebbe affrontato il dossier-Alitalia rivisitando l'intera struttura dei finanziamenti in essere col vettore: circa 400 milioni, ridottisi rispetto ai 600 milioni iniziali, dei quali 120 milioni sono di garanzie ipotecarie nei confronti della vecchia Alitalia. Per la rilevanza del progetto che tocca gli interessi-paese è possibile che in qualche modo venga messo al corrente anche il governo che nel 2008 è sceso in campo attivamente per mettere assieme la cordata dei "patrioti" riunita in Cai. In tempi brevi questa ipotesi potrebbe diventare la base di uno studio di fattibilità ad opera di un advisor. Una merchant bank internazionale comune alle due compagnie incaricata di mettere nero su bianco lo sviluppo della maxi-alleanza che sta germogliando grazie al ruolo-chiave di Sabelli, il top manager abruzzese che ha fatto rinascere, fra lo scetticismo generale, la compagnia italiana. Alitalia avrebbe finora coinvolto l'avvocato Sergio Erede, dello studio Bonelli Erede Pappalardo per studiare il dossier: il professionista milanese ha assistito lo scorso anno Air France nell'acquisizione della partecipazione del 25% nel nostro vettore. Il piano potrebbe articolarsi in più stadi: rafforzare l'alleanza esistente facendo entrare Alitalia nel capitale di Parigi e in seguito fusione fra Cai e Air France-Klm, la finanziaria che possiede i vettori francese e olandese. Nascerebbe una Superholding controllata dai 25 attuali azionisti italiani guidati da Fire (Emilio Riva) col 10,6%, Intesa e Atlantia con l'8,8% a testa, Immsi (Colaninno) col 7,8%, dagli stati francese e olandese e dal mercato visto che la compagnia transalpina è trattata alla Borsa francese. Sotto la Superholding potrebbero essere scorporate le tre compagnie. Il peso dei vari gruppi di soci dipenderà dai rapporti di concambio. Sabelli è considerato in Francia per le sue capacità manageriali e per i risultati che finora sta dando l'alleanza nata a gennaio 2009: il partner francese acquisì la quota con un investimento di 322 milioni, in azioni B con diritti patrimoniali e pochissimi poteri di gestione. L'ingresso francese fece riformulare lo statuto Cai con l'introduzione di un lock-up fino al 28 ottobre 2013. Sabelli avrebbe già affrontato l'ipotesi del rafforzamento dell'alleanza il 25 giugno scorso a Parigi, a latere dei festeggiamenti dei 10 anni di Sky Team, parlandone con Spinetta e Gourgeon e i tre manager avrebbero convenuto che la creazione di un nuovo carrier internazionale sia in grado di reggere la concorrenza degli altri competitor e possa produrre maggiori vantaggi per tutti. Venerdì si tiene il consiglio di Alitalia per l'approvazione della semestrale: i conti sono attesi più rosei delle aspettative, visto che ai 125 milioni di ebit negativo di marzo, è possibile che nel secondo trimestre la perdita possa calare a circa 20 milioni per un margine operativo dei sei mesi in rosso di circa 145 milioni. Ieri Air France-Klm ha annunciato di essere ritornato in attivo nel primo trimestre del suo esercizio 2010-2011 (da aprile a giugno), con un utile netto di 738 milioni di euro.

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